Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Peste
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
La mwcgpeste è una mwcwmalattia infettiva di origine mwdabatterica causata dal mwdqbacillo mwdgmwdwYersinia pestis. È una mweazoonosi, il cui bacino è costituito da varie specie di mweqroditori e il cui principale vettore è la pulce dei ratti (mwegmwewXenopsylla cheopis) ma che può essere trasmessa da varie specie di parassiti mwfaematofagi (come mwfqpulci, mwfgpidocchi, mwfwcimici dei letti) e che si può trasmettere anche da uomo a uomo. È una mwgamalattia quarantenaria e per il regolamento sanitario internazionalecite-ref-1[1] è assoggettata a denuncia internazionale all'mwhqOMS, sia per i casi accertati sia per quelli sospetti. Dal 2010 al 2015 sono stati riportati mwhg3 248 casi in tutto il mondo di cui 584 con esito mortale, ed è diffusa in tutti i continenti, fatta eccezione per mwhwOceania ed mwiaEuropa.cite-ref-2[2]

Si manifesta sotto forma di tre principali quadri clinici, distinti in base ai diversi apparati dell'organismo in cui si sviluppa l'infezione, detti peste bubbonica, setticemica e polmonare.

La peste bubbonica è causata dall'introduzione nell'organismo del bacillo mwjwYersinia pestis attraverso la mwkacute a seguito del morso di una pulce infetta; il bacillo, solitamente identificato dal mwkqsistema immunitario e fagocitato dai mwkgleucociti, viene smaltito attraverso il mwkwsistema linfatico fino ai mwlalinfonodi, dove però resta attivo e continua ad accumularsi moltiplicandosi. Ciò provoca una mwlqlinfoadenopatia locale, cioè un'infiammazione di uno o più linfonodi, solitamente nella zona inguinale o ascellare più prossima alla zona della puntura. I linfonodi colpiti tendono a gonfiarsi, con sintomatologia dolorosa, e vengono detti appunto "bubboni"; questi non sono mwlgascessi, bensì mwlwedemi: non contengono mwmapus bensì mwmqsangue e tessuto edematoso-mwmgnecrotico (possono però divenire superinfetti e quindi purulenti, anche in fase di remissione).

Quando i linfonodi non sono più in grado di contenere la malattia il bacillo può diffondersi in tutto l'organismo, dando luogo così alla seconda forma, la peste setticemica. Si tratta di un quadro clinico sistemico molto più grave: il bacillo, trasportato dal mwnaflusso sanguigno, raggiunge i principali mwnqorgani dando luogo a una mwngsepsi diffusa, condizione che, se non curata, può risultare fatale in breve tempo. Il terzo quadro clinico è la variante detta peste polmonare, estremamente grave, che si caratterizza per la diversa localizzazione in quanto si sviluppa nell'apparato respiratorio; a differenza della forma bubbonica, la peste polmonare è trasmessa per via aerea, viene contratta respirando particelle di saliva o altri liquidi provenienti da un individuo infetto ed è altamente contagiosa.cite-ref-pmid29070654-3-0[3]

I mwpasintomi della malattia sono generici, comprendono mwpqfebbre tra i 38 e i mwpg41 °C, mwpwmal di testa, mwqadolori mwqqarticolari, mwqgnausea e mwqwvomito, mwrasete, mwrqdiarrea, mwrgtumefazione dei linfonodi e una generale sensazione di malessere. Nelle forme setticemiche e polmonari può verificarsi mwrwipotensione, segni neurologici quali mwsasonnolenza, mwsqletargia, mwsgdelirio, e, nella forma polmonare, mwswdispnea, tanto da conferire al malato un colorito mwtacianotico. La sindrome da mwtqcoagulazione intravascolare disseminata che può insorgere nella forma setticemica, e che è solitamente la causa del decesso,cite-ref-pmid20400901-4-0[4]cite-ref-pmid23041039-5-0[5] ha come sintomo vistoso l'ischemia e necrosi delle estremità (dita, piedi o mani), che diventano nere; ciò ha probabilmente contribuito a coniare il nome peste nera per indicare la mwvgpandemia esplosa in Europa a metà del XIV secolo.

Se identificata tempestivamente, un pronto e corretto trattamento mediante la somministrazione di mwwaantibiotici può portare, nella maggioranza dei casi, a una mwwqprognosi positiva. La mwwgdiagnosi può avvenire con certezza a seguito dell'identificazione del batterio in coltura da campioni biologici prelevati dal paziente; nella pratica non c'è il tempo di attendere un'indagine biologica, ci si affida a informazioni epidemiologiche sul contesto in cui si verifica l'infezione, e in presenza di sospetta diagnosi di peste si applica il protocollo terapeutico.cite-ref-pmid29070654-3-1[3]

Contents

Storia
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Origine del nome

Il termine mwygpestilenza o mwywpeste (dal mwzalatino mwzqpestis, "distruzione, grande malattia") nell'mwzgAlto Medioevo, a causa delle limitate conoscenze scientifiche, era usato genericamente per indicare vari fenomeni epidemici caratterizzati da alta mortalità, come il mwzwcolera, il mwaamorbillo o il mwaqvaiolo. Spesso ci si riferiva alla pandemia come mwagfebris pestilentialis, mwawinfirmitas pestifera, mwbamorbus pestiferus, mwbqmorbus pestilentialis, mwbgmortalitas pestis o semplicemente mwbwpestilentia.cite-ref-6[6]

La prima epidemia storicamente attribuibile con certezza a mwdqYersinia pestis fu la mwdgpeste di Giustiniano, che esplose a mwdwCostantinopoli verso la metà del VI secolo d.C. e si diffuse in Europa. Per quanto riguarda la mweapandemia del XIV secolo, l'espressione mweqpeste nera nacque dall'osservazione che nel Trecento si poté fare dei sintomi che essa provocava sulle persone, ovvero, fra gli altri, la comparsa di macchie scure e livide di origine emorragica che si manifestavano sulla cute e sulle mucose dei malati.cite-ref-7[7]

Storia

La peste ha avuto un impatto di straordinaria importanza nella storia umana. In particolare ha influenzato il corso della storia europea,cite-ref-10[10] principalmente in due grandi pandemie: quella esplosa a Costantinopoli nella tarda antichità, a metà del VI sec. d. C. (mwlgpeste di Giustiniano), che indebolì l'mwlwimpero bizantino modificandone anche le capacità militari,cite-ref-11[11] e quella che raggiunse l'mwnaEuropa all'inizio dell'epoca moderna, alla metà del XIV secolo ("mwnqpeste nera"), un evento di svolta epocale per i suoi effetti di riorganizzazione economica e demografica della società, ritenuto fondante del periodo definito mwngepoca moderna.cite-ref-12[12]

Probabile ruolo di altri patogeni in epidemie di epoca antica

Anticamente il termine "peste" veniva utilizzato per indicare genericamente una "sventura", una "rovina", e pertanto vi sono molti riferimenti a casi di epidemia definiti mwpqmorbus pestiferus, che potrebbero avere avuto come causa vari tipi di patogeno diversi da mwpgY. pestis. Vi sono perciò talvolta dubbi se attribuire alcuni eventi epidemici del passato allo mwpwmwqaYersinia pestis o ad altri mwqqagenti patogeni. Per esempio la celebre mwqgpeste di Atene, raccontata da mwqwTucidide e che colpì la città nel mwra430 a.C., secondo alcuni autori potrebbe essere stata il risultato di un'epidemia di mwrqvaiolo, mentre altri studiosi (Gomme et al., 1981) ritengono che fu una epidemia di mwrgtifo petecchiale.cite-ref-13[13] Anche la mwswpeste antonina che colpì l'Impero romano nel 167 d.C. durante il governo di mwtaMarco Aurelio si sospetta essere stata una epidemia di vaiolo. Altre probabilmente potrebbero essere state causate dalla mwtqvaricella o dal mwtgmorbillo.cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]

La peste di Giustiniano

Si ritiene certo invece il coinvolgimento dello mwwqY. pestis nella cosiddetta mwwgpeste di Giustiniano che scoppiò nel 541 d.C. a mwwwCostantinopoli, la prima mwxapandemia di peste documentata. Raccontata con dovizia di particolari dallo storico mwxqProcopio di Cesarea, che ne descrive le tipologie di sintomi e il decorso,cite-ref-16[16] si ritiene che sia stata responsabile della morte di circa il 40% della popolazione della capitale mwygbizantina per poi propagarsi, ricomparendo a ondate in modo localizzato, per tutta l'area mediterranea fino al 750 circa, causando un numero di vittime stimato tra i 50 e i 100 milioni. In virtù della sua estensione viene pertanto considerata la prima mwywpandemia della storia.cite-ref-17[17] Anche il mondo mw0amusulmano non fu risparmiato dalle ondate di questa pandemia: a partire dall'mw0qEgira si conoscono almeno cinque pestilenze: la mw0gpeste di Shirawayh (627-628), la mw0wpeste di 'Amwas (638-639), la mw1apeste violenta (688-689), la mw1qpeste delle vergini (706) e la mw1gpeste dei notabili (716-717).cite-ref-18[18]

La peste nera

La pandemia più celebre e devastante fu quella che dilagò intorno alla metà del XIV secolo nota come mw3qpeste nera, considerata la seconda dopo quella di Giustiniano. Importata dal nord della mw3gCina attraverso l'mw3wImpero mongolo, si diffuse in fasi successive alla Turchia asiatica ed europea per poi raggiungere la mw4aGrecia, l'mw4qEgitto e la penisola balcanica; nel 1347 si trasmise alla Sicilia e da lì a Genova; nel 1348 la peste nera aveva infettato la mw4gSvizzera tranne il cantone dei Grigioni e tutta la penisola italica tranne Milano; particolarmente violenta fu l'epidemia a mw4wFirenze, dove mw5aGiovanni Boccaccio ne fu testimone e compose il mw5qmw5gDecameron. Dalla Svizzera si allargò in mw5wFrancia e in mw6aSpagna; nel 1349 raggiunse l'mw6qInghilterra, la mw6gScozia e l'mw6wIrlanda;cite-ref-19[19] nel 1363, dopo aver infettato tutta l'Europa, i focolai della malattia si ridussero fino a scomparire.cite-ref-20[20] Secondo alcuni studi uccise almeno un terzo della popolazione del continente,cite-ref-21[21] portandola probabilmente da 45 milioni a 35–37,5 milioni.cite-ref-22[22]

La pandemia durò oltre 300 anni continuando a ripresentarsi, anche se a ondate minori e via via più circoscritte, in molte città europee fino al 1720 circa. Al termine della prima ondata della grande pandemia, per la popolazione europea iniziò un periodo di continuo ripresentarsi della malattia con le conseguenti numerose vittime, seppur in misura minore rispetto alla prima ondata. È stato osservato che, tra il 1347 e il 1480, la peste colpì le maggiori città europee a intervalli di circa 6-12 anni affliggendo, in particolare, i giovani e le fasce più povere della popolazione. A partire dal 1480 la frequenza iniziò a diminuire, attestandosi a un'epidemia ogni 15-20 anni circa, ma con effetti sulla popolazione non certo minori.cite-ref-23[23]

Le ondate successive

Visto il continuo ripresentarsi dell'epidemia, le autorità cittadine europee adottarono misure per prevenirle o, perlomeno, per limitarne gli effetti. A Venezia nel 1423 venne realizzato un mwaqoprimo lazzaretto, mentre nel 1468 furono istituiti degli organismi permanenti di controllo, con la costituzione del mwaqsLazzaretto Nuovocite-ref-naphyspicer-24-0[24]. A Milano fu istituito un ufficio di sanità permanente nel 1450 e realizzato il mwaralazzaretto di San Gregorio nel 1488, progettato con la possibilità di espandere la propria capienza in caso di epidemia conclamata.cite-ref-25[25] Per mwaruFirenze si dovette aspettare il 1527.cite-ref-naphyspicer-24-1[24] mwaroParigi ne costituì uno nel 1580, ma già da circa 30 anni aveva affrontato il problema con l'emanazione di ordinanze e norme per affrontare le epidemie; a mwarsTroyes e a mwarwReims gli uffici di sanità vennero creati, rispettivamente, nel 1517 e nel 1522.cite-ref-ns70-26-0[26] Verso la fine del XVI secolo mwaseAmsterdam istituì un servizio di rimozione dei rifiuti dalle strade al fine di migliorare le condizioni igieniche nel tentativo di prevenire focolai epidemici, costruì un mwasilazzaretto e decise di porre un medico professionista tra i magistrati che si occupavano della sanità pubblica.cite-ref-ns70-26-1[26] A mwascLondra si preferì ancora, in caso di epidemia, la segregazione domiciliare piuttosto del confinamento in un lazzaretto.cite-ref-27[27]

Il XVI secolo e la fine delle epidemie europee

Nonostante l'adozione di tutti questi accorgimenti, la peste continuò a ripresentarsi e a mietere vittime. Notevoli epidemie si registrarono nel mwatmterritorio milanese nel biennio 1576-1577, a mwatqSan Cristóbal de La Laguna del 1582, nell'mwatuItalia settentrionale nel 1630 (raccontata anche da mwatyAlessandro Manzoni nei mwatcmwatgPromessi Sposi) e a mwatkSiviglia tra il 1647 e il 1652. Nel 1661 l'mwatoImpero ottomano fu pesantemente colpito mentre, tra il 1663 e il 1664 un'epidemia si propagò nella mwatsrepubblica olandese uccidendo mwatw35 000 persone nella sola Amsterdam.cite-ref-28[28] La mwauegrande peste di Londra colpì la capitale mwauibritannica tra il 1665 e il 1666, causando la morte di un numero di persone compreso tra i mwaum75 000 e mwauq100 000, vale a dire più di un quinto dell'intera popolazione della città.cite-ref-29[29] L'ultima grande epidemia, e una delle più devastanti che abbia afflitto una grande città, fu quella che mwaukinteressò Marsiglia nel 1720 arrivando a uccidere quasi il 50% di tutta la popolazione cittadina, a cui si dovettero aggiungere le vittime residenti nelle zone limitrofe.cite-ref-30[30]

La terza pandemia

Una terza pandemia ebbe inizio intorno al 1855 nella mwavaprovincia cinese di mwaveYunnan per poi diffondersi globalmente verso la fine del secolo.cite-ref-pmid11596907-31-0[31] Si stima che tra il 1898 e il 1918 morirono di peste circa 12,5 milioni di indiani.cite-ref-pmid8993858-32-0[32] Nel 1894, in occasione della manifestazione dell'epidemia a mwavoHong Kong il batteriologo franco-svizzero mwavsAlexandre Yersin riuscì a scoprire e isolare il mwavwbatterio responsabile della malattia, successivamente chiamato mwav0mwav4Yersinia pestis.cite-ref-chritakos2005-33-0[33]cite-ref-34[34] Nel 1898 mwawcPaul-Louis Simond spiegò che tale bacillo si poteva trasmettere attraverso il morso di mwawgpulci che si erano infettate dai roditori.cite-ref-chritakos2005-33-1[33] Per il resto del XX secolo i focolai della malattia continuarono ma con tassi di mortalità di molto inferiori alle precedenti epidemie, grazie all'introduzione di efficaci misure di sanità pubblica e, a partire dagli anni cinquanta del Novecento, degli mwaw0antibiotici. Tuttavia, la peste è rimasta come mwaw4malattia enzootica dei roditori in quasi tutto il mondo con l'esclusione dell'mwaw8Australia.cite-ref-pmid8993858-32-1[32]

Epidemiologia

La peste viene talvolta, erroneamente, considerata una malattia del passato, poiché negli ultimi secoli non vi sono più state grandi mwaxsepidemie, e le ondate epidemiche catastrofiche che hanno raggiunto le dimensioni di mwaxwpandemia, causando decine di milioni di morti, si sono sviluppate nel medioevo o nella tarda antichità.cite-ref-who2017-35-0[35] Tuttavia, il batterio non è stato debellato. Non può essere eradicato essendo presente in ampi bacini di popolazioni di molte specie animali, e rimane una minaccia latente con cui molte popolazioni umane devono fare i conti, in particolare alcune popolazioni residenti in mwayeAfrica. A partire dagli anni novanta del Novecento si è registrato un aumento dei casi annui, facendo sì che la peste venisse classificata come una malattia riemergente.cite-ref-pmid21237055-36-0[36]cite-ref-pmid18198939-37-0[37] Vi sono alcuni fattori per cui le popolazioni del continente africano sono maggiormente a rischio: i gruppi di persone più povere vivono tuttora a contatto ravvicinato con colonie di roditori, che talvolta vengono cacciati e mangiati; inoltre, superstizioni locali e carenza di servizi sanitari possono ostacolare la profilassi, e comportare ritardi nel trattamento e nel contenimento del focolaio. I territori contenenti mwayohabitat naturali di mwayspraterie o mwaywsavana sono più portati all'endemismo.cite-ref-pmid18198939-37-1[37]

A partire dalla fine del XX secolo, a livello globale, ogni anno vengono segnalati circa 600 casi di peste, distribuiti su ampie zone che comprendono l'mwaziAsia, l'mwazmEurasia, l'Africa e le mwazqAmeriche.cite-ref-pmid29070654-3-2[3]cite-ref-who2017-35-1[35]cite-ref-38[38] Dal 2001 al 2018 l'mwaaeOrganizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha segnalato il verificarsi di almeno 14 focolai giudicati di rilievo. Nel 2017 i Paesi con il maggior numero di persone infette erano la mwaaiRepubblica Democratica del Congo, il mwaamMadagascar e il mwaaqPerù.cite-ref-who2017-35-2[35]

Nel decennio che va dal 1998 al 2008, sono stati registrati dall'OMS almeno dai mwaao1 000 ai mwaas5 000 casi di peste riguardanti l'uomo, che hanno causato dai 100 ai 200 decessi; tuttavia si stima che per via della carenza di strutture dedicate alla mwaawdiagnosi nei paesi colpiti, tali numeri possano essere ben più elevati. La maggior parte di essi ha riguardato la peste nella sua forma "bubbonica", trasmessa agli uomini dai ratti attraverso le pulci; tuttavia si rilevano anche alcuni, seppur sporadici, casi di forma "polmonare".cite-ref-pmid18198939-37-2[37]

Nonostante quasi tutti i casi si verifichino in zone mwabiendemiche, la possibilità di viaggiare in tempi brevi su larghe distanze non esclude che vi possano essere manifestazioni della malattia in qualsiasi altra zona del mondo; è stato, ad esempio, il caso di un focolaio riscontrato nel dicembre 2014 tra alcuni minatori della mwabmRepubblica Democratica del Congo probabilmente importato da qualcuno proveniente da una zona endemica, arrivando fino alla città di mwabqKisangani.cite-ref-pmid18198939-37-3[37]cite-ref-pmid16555508-39-0[39] Infine, la mwab0prevalenza della peste è maggiore nei paesi con climi caldi e tra le popolazioni più povere. Il 50% dei casi riguarda persone di età compresa tra i 12 e i 45 anni; il sesso maschile appare più colpito rispetto alle donne e vi è un'mwab4incidenza maggiore tra coloro che svolgono attività all'aperto.cite-ref-pmid31751045-40-0[40]

Eziologia

L'mwac4agente eziologico di tutte le manifestazioni cliniche della peste è il mwac8bacillo mwadamwadeYersinia pestis. Si tratta di un mwadicoccobacillo mwadmGram-negativo, immobile e mwadqpsicrofilo. È lungo circa 1-mwadu3 μm e largo 0,5-mwady0,8 μm. Fa parte del gruppo dei batteri detti "non coliformi", cioè che non sono in grado di fermentare il lattosio. Come gli altri mwadcbacilli ha una mwadgcatalasi positiva, ovvero è in grado di dissociare l'mwadkacqua ossigenata (Hmwado2Omwads2) in mwadwacqua e mwad0ossigeno. La sua fermentazione è acido-mista e si sviluppa meglio in terreni di coltura contenenti sangue.cite-ref-pmid29070654-3-3[3]cite-ref-pmid8993858-32-2[32] Si sviluppa a temperature comprese tra i 4 e i mwaey40,8 °C (optimum tra i 28 e i mwaec30,8 °C) con mwaegpH ottimale tra 7,2 e 7,6; è in grado comunque di tollerare un range di pH compreso tra 5 e 9,6.cite-ref-pmid8993858-32-3[32] In mwae0coltura e alla mwae4colorazione di Giemsa, mwae8di Wright o mwafadi Wayson presenta un caratteristico cromatismo bipolare, con le estremità colorate intensamente e con bordi ad arco, una forma che ricorda vagamente una spilla da balia.cite-ref-pmid8993858-32-4[32]

Lo mwafyY. pestis deve il suo nome allo scienziato mwafcAlexandre Yersin, che lo isolò per la prima volta in occasione dell'epidemia scoppiata a mwafgHong Kong nel diciannovesimo secolo.cite-ref-pmid29070654-3-4[3]cite-ref-pmid17030904-41-0[41]

Il mwagigenere mwagmmwagqYersinia, cui il batterio appartiene, è a sua volta appartenente alla famiglia degli mwaguEnterobacteriaceae, composta da undici specie (circa venti secondo autori recenti), tre delle quali sono patogene per gli umani, strettamente imparentate fra loro: oltre allo mwagyY. pestis, lo mwagcmwaggY. pseudotuberculosis e lo mwagkmwagoY. enterocolitica; questi ultimi due causano enterocoliti, di entità solitamente lieve.cite-ref-pmid29070654-3-5[3]cite-ref-pmid23041039-5-1[5]cite-ref-pmid31751045-40-1[40]cite-ref-pmid17030904-41-1[41]

La specie umana non è un ospite ideale per mwahwY. pestis, che solo occasionalmente ha causato epidemie umane in particolari condizioni igienico-sanitarie e climatiche; la presenza del batterio è invece endemica e permanente in molte specie di mwah0mammiferi, tra cui sembra prediligere quali mwah4foci i roditori; è anche mwah8patogeno per alcune specie di mwaiauccelli.cite-ref-pmid8993858-32-5[32] I mammiferi ospiti frequenti sono molti, tra cui mwaiuconigli e mwaiypipistrelli, ma anche mwaiccani e mwaiggatti occasionalmente possono contrarre l'infezione. Il ciclo di trasmissione di mwaikY. pestis è strettamente legato alle mwaiopulci, e sono queste i veri agenti di contagio. I roditori sono gli mwaisospiti principali dello mwaiwY. pestis, e in ambiente naturale questi sono rappresentati da specie selvatiche; in ambienti urbani o antropizzati, invece, le specie ospiti principali sono il mwai0mwai4Rattus rattus e il mwai8mwajaRattus norvegicus, i quali possono condividere gli spazi con l'uomo o entrare in contatto con animali domestici. Non sempre i ratti infetti manifestano sintomi gravi, e talvolta possono essere portatori asintomatici. Il vettore principale con cui si trasmette, sia agli animali sia all'uomo, sono le mwajepulci, in particolare la mwajimwajmXenopsylla cheopis (la pulce di ratto orientale), ma anche la mwajqmwajuPulex irritans.cite-ref-pmid31751045-40-2[40]

Lo mwajsY. pestis è un patogeno relativamente "giovane"; si ritiene che sia una variante, sviluppatasi come clone genetico circa mwajw5 000-mwaj07 000 anni fa, dello mwaj4Yersinia pseudotuberculosis in seguito all'acquisizione da parte di quest'ultimo di tre mwaj8plasmidi patogeni (pMT1, pPCP1 e pCD1) che gli hanno permesso di implementare un ciclo vitale trasmissibile attraverso le pulci e la capacità di causare un'infezione sistemica dell'ospite. Durante la sua evoluzione, lo mwakaY. pestis ha dimostrato un tasso di mwakemutazione variabile non sempre conforme all'mwakiorologio molecolare.cite-ref-pmid29070654-3-6[3]cite-ref-pmid31751045-40-3[40]cite-ref-pmid23271803-42-0[42]cite-ref-pmid24333143-43-0[43]

Trasmissione

Il ciclo di trasmissione di mwalwY. pestis è ben conosciuto. Studi approfonditi furono compiuti alla fine del diciannovesimo secolo in corrispondenza della terza pandemia, quando si erano osservate invasioni di mwal0ratti, i quali apparivano colpiti dal contagio, nei centri urbani delle aree mwal4asiatiche nei momenti appena precedenti o in concomitanza dei picchi epidemici. Nel mwal81898 l’infettivologo mwamaPaul-Louis Simond fu in grado di provare che la malattia si trasmetteva dai roditori, commensali all’uomo, agli umani, non direttamente bensì attraverso le mwamepulci che potevano parassitare entrambe le specie.

Subito dopo la scoperta di Simond, il meccanismo di interazione del batterio con la pulce ospite-vettore fu studiato con dovizia di dettagli dall’mwammentomologo Arthur William Bacot, che lo descrisse la prima volta in relazione alla mwamqpulce dei ratti orientale (mwamuXenopsylla cheopis). Bacot osservò le fasi della colonizzazione da parte di mwamyY. pestis della superficie interna del tratto digerente dell’insetto, e i meccanismi fisiologici prodotti dal batterio sulla pulce che stanno alla base della meccanica della sua trasmissione ai mwamcmammiferi e all’uomo.

L’acquisizione del batterio da parte della pulce vettore avviene quando questa si alimenta del mwamksangue di un animale portatore di infezione. La pulce viene infettata a sua volta dal batterio, il quale colonizza l’esofago dell’insetto formando un mwamobiofilm che arriva ad ostruire il mwamsproventricolo (una parte del sistema digerente che negli insetti ha funzione mwamwmasticatoria) e impedisce quindi alla pulce la mwam0deglutizione del sangue ingerito.cite-ref-44[44]cite-ref-45[45] Mentre si alimenta del sangue dell'ospite la pulce tenta di deglutire il sangue ingerito, ma a causa dell’ostruzione dell’esofago lo rigurgita nuovamente all’interno del corpo dell’ospite, insieme a frammenti che si staccano dal coagulo batterico (o mwanybiofilm). La pulce spinta dalla fame compie tentativi ripetuti di alimentarsi e può pungere altri ospiti prima di morire.cite-ref-chritakos2005-33-2[33]cite-ref-pmid18198939-37-4[37]cite-ref-cosmacini7-8-46-0[46]

Gli mwaoqospiti più comuni per il batterio della peste sono i mwaouroditori, tanto che si ritiene che il bacillo possa trovarsi nell’ambiente in forma endemica praticamente solo nelle loro tane. L’ospite preferenziale originario del vettore mwaoyX. cheopis è il mwaocmwaograttus norvegicus (mwaokratto delle chiaviche), una specie il cui areale di origine è probabilmente la mwaooManciuria (mwaosCina nord-orientale) ma che è divenuta cosmopolita e commensale dell’uomo e una delle specie più invasive oggi diffusa in tutto il mondo.

In seguito alle scoperte di Simond e Bacot si è ritenuto a lungo che la pulce dei ratti fosse il vettore unico di mwao0Y. pestis. Sulla scorta di tale assunto si riteneva che la malattia umana fosse causata necessariamente da una convivenza tra specie umana, roditori e pulci. Tuttavia lo stesso Bacot, in lavori appena successivi, osservò che mwao4Y. pestis è in grado di compiere l’identico ciclo di trasmissione utilizzando come vettori anche altre specie di insetti parassiti, ad esempio le mwao8cimici dei letti (Bacot 1915).cite-ref-47[47] Anche la mwapqpulce del gatto, la mwapupulce del cane e la pulce umana (mwapymwapcpulex irritans) hanno la stessa potenzialità di infettarsi e di fungere da vettori per il bacillo.cite-ref-pmid18198939-37-5[37]cite-ref-pmid13401156-48-0[48]

Del resto l’invasione delle città da parte di ratti infetti, fenomeno vistoso durante la terza pandemia, non era stata osservata in altre epidemie del passato: le fonti mwaqemedievali sulla mwaqiPeste Nera non riportano il fenomeno del contagio fra i ratti, un aspetto che era invece risultato caratteristico nell’epidemia moderna, specialmente in India. Gli studi recenti hanno rivisto i modelli mwaqmepidemiologici della Peste Nera giungendo alla conclusione che la pandemia del quattordicesimo secolo in area mwaqqEuropea secolo fosse trasmessa direttamente da uomo a uomo, senza la mediazione di roditori, e per lo più da vettori parassiti esclusivamente umani.cite-ref-49[49] I modelli considerati hanno fatto ipotizzare che il vettore di trasmissione più probabile fosse il mwaqkpidocchio del corpo, un parassita umano che vive negli mwaqoindumenti mwaqstessuti con fibre animali come la mwaqwlana, cioè il tipo di indumenti utilizzati in Europa in quell'epoca e che non potevano essere lavati frequentemente.cite-ref-50[50] Una ricerca recente sulla dinamica dell'epidemia medievale nel villaggio mwarebritannico di mwariEyam, ha concluso che circa il 90% dei contagi sarebbe avvenuta direttamente da uomo a uomo, in maggioranza tra familiari.cite-ref-51[51] Un ulteriore studio di statistica epidemica (ottobre 2022) ha dato risultati in accordo con i precedenti studi, concludendo che molto probabilmente nessuna specie animale ha costituito una riserva del batterio in Europa durante le epidemie storiche, in nessun periodo, mentre le dinamiche di diffusione indicherebbero un meccanismo di contagio tramite parassiti esclusivamente umani.cite-ref-52[52]cite-ref-53[53]

Ciclo di trasmissione e tossicità di Y. pestis

La capacità di mwasiY. pestis di sopravvivere all’interno del sistema digerente degli insetti parassiti, che lo differenzia dalle altre specie del genere mwasmmwasqyersinia, potrebbe essere all’origine della sua pericolosità per gli esseri umani. La tossicità del batterio mwasuY. pestis per molti organismi animali, ovvero ciò che causa la gravità dei sintomi, lo differenzia dalle altre venti specie circa della stessa famiglia (come ad esempio mwasyY. pseudotubercolosis) che nonostante la loro forte somiglianza con il bacillo della peste, sono scarsamente mwascpatogene o innocue per l’uomo. La specie mwasgY. pestis è l’unica in grado di resistere all’interno del tratto digerente degli insetti, tale caratteristica evolutiva è correlata a una variante proteica presente sulla superficie del batterio, una mwaskproteina detta mwasotossina murinica yersinica.

Recenti studi hanno concluso che la sopravvivenza di mwaswY. pestis nell’apparato digerente dell’insetto è favorita da alcune proteine prodotte dal batterio, tra cui la mwas0tossina murina yersinica (mwas4Yersinia mwas8murine toxin - Ymt) che però è molto tossica per i roditori e ne causa i sintomi.cite-ref-54[54]

I livelli in cui mwatuY. pestis esprime la sua virulenza negli organismi animali sono almeno due. Ad un primo livello, tale virulenza è dovuta a sistemi di tipo chimico e fisico mediante i quali il batterio inibisce il mwatysistema immunitario dell’ospite, in particolare riuscendo a bloccare la mwatcfagocitosi da parte dei mwatgmacrofagi e diventando un parassita intracellulare. Ciò causa un rallentamento della risposta immunitaria dell’ospite, consentendo la replicazione del batterio. Il batterio mwatkY. pestis è un parassita intracellulare facoltativo: può cioè entrare all’interno delle cellule dell’ospite e lì sopravvivere.

Quando è all’interno della mwatscellula ospite il batterio non è in grado di esprimere tutte le funzioni ma è comunque in grado di produrre alcuni mwatwantigeni, detti W e V, che inibiscono la sua uccisione mediante fagocitosi intracellulare, perciò consentendo la sopravvivenza di una certa quota di batteri. I batteri che sopravvivono all’interno dei mwat0macrofagi vengono trasportati fino ai mwat4linfonodi, dove si accumulano.

Nella fase di proliferazione extracellulare, i batteri esprimono più funzioni e producono antigeni, detti F1, i quali possono essere identificati dai mwauaneutrofili, rendendo possibile per il sistema immunitario individuare il patogeno. Il sistema immunitario sviluppa così una risposta antigene-specifica ed è in grado di eliminare progressivamente il batterio. L’organismo deve però avere il tempo per produrre sufficienti neutrofili istruiti contro gli antigeni.

Questa capacità anti-fagocitosi di mwauiY. pestis conferisce al batterio una certa capacità di sopravvivenza nell’organismo dell'ospite, poiché causa il rallentamento della risposta immunitaria; ma la grave tossicità per il sistema sembra essere causata dalle proteine che proteggono il batterio presenti sulla sua mwaummembrana esterna, specialmente la mwauqtossina murina yersinica la cui funzione è quella di protegge il bacillo dagli enzimi presenti nel tratto digerente degli insetti vettori. Questa tossina scatena shock sistemici in molte specie animali. La tossicità di mwauuY. pestis per i mammiferi sembra quindi collegata evolutivamente al suo ciclo di trasmissione attraverso gli insetti.

Trasmissione nei roditori e altri mammiferi

Gli insetti parassiti sono il vettore di trasmissione principale fra gli animali non umani. Tra i roditori, diverse specie mostrano una resistenza alla malattia variabile da individuo a individuo. La caratteristica degli individui resistenti potrebbe essere adattiva. È stato osservato che una quota di individui di mwaugRattus norvegicus restano asintomatici o paucisintomatici, pertanto sono ospiti adatti a diffondere il contagio. I mwaukgatti possono infettarsi tramite il contatto con i roditori o con le loro pulci, specie in aree di mwauoendemismo - come le mwauspraterie - dove i felini domestici sono un possibile veicolo di contagio per l’uomo. I gatti in genere non sopravvivono all’infezione, mentre i mwauwcani di solito sopravvivono e costituiscono una barriera alla diffusione del contagio. Gli esseri umani possono infettarsi tramite la manipolazione di tutti gli animali infetti, o della loro carne.

Trasmissione della forma polmonare

Oltre ai meccanismi correlati a vettori e ospiti animali, è possibile la trasmissione diretta tra individui della forma polmonare, che avviene attraverso le esalazioni respiratorie. Alcuni dei picchi epidemici della terza pandemia di peste sono stati di peste polmonare. In particolare vi fu una epidemia di peste polmonare in mwau8Manciuria, che esplose nella città di mwavaHarbin e si estese ad altre città in Cina e in mwaveMongolia dall’autunno del mwavi1910 alla fine del mwavm1911, causando circa mwavq60 000 vittime.cite-ref-55[55]cite-ref-56[56] Al momento della ricomparsa di nuovi focolai negli anni ‘20 del ventesimo secolo, nelle città cinesi si ebbe un numero di vittime di poche migliaia, per effetto di disposizioni sanitarie più efficaci da parte delle autorità.

In diverse epoche in alcune aree del mondo vi sono state epidemie di peste polmonare, ma questa forma si è presentata con focolai geograficamente circoscritti e in generale non ha caratterizzato le epidemie nell’area europea. Nella parte introduttiva del mwav4Decameron, mwav8Giovanni Boccaccio riferisce che all'arrivo della peste a mwawaFirenze nel mwawe1348, la pandemia era ormai attesa, poiché era noto che il contagio era presente nell’mwawiAsia Orientale da alcuni anni e si stava avvicinando; tuttavia, riferisce che la peste si manifesta in Europa in una forma, quella bubbonica, che era diversa da quella apparsa in oriente: nell'epidemia europea erano assenti i sintomi respiratori, come l’mwawmemottisi, che avevano colpito le persone in oriente ed erano tali che «a chiunque uscisse sangue dal naso, era destinato a morire»; comparivano invece i mwawqbubboni e l'infezione non era sempre mortale.cite-ref-57[57]

La peste polmonare è altamente contagiosa e la trasmissione avviene in genere direttamente da persona a persona con le modalità caratteristiche delle infezioni respiratorie, principalmente attraverso la mwawotosse. Anche i gatti possono sviluppare la malattia polmonare e quindi trasmetterla agli uomini con le stesse modalità.cite-ref-pmid31751045-40-4[40]cite-ref-pmid19606935-58-0[58] Questa forma, che se non curata tempestivamente è quasi sempre letale, ha un decorso estremamente rapido ed è tipicamente bifasica: la prima fase è caratterizzata da sintomi febbrili e di affezione polmonare generica ed è seguita da una fase di deterioramento di grande rapidità con un andamento specifico.cite-ref-59[59] La brevità del decorso e l’estrema letalità della malattia sono fattori intrinseci che fungono da argine alla diffusione di questa forma, e hanno contribuito a consentire la limitazione dei focolai.

Clinica

La peste si manifesta principalmente nella forma di tre diversi quadri clinici: la peste bubbonica, la peste polmonare e la peste setticemica.cite-ref-60[60] I quadri si differenziano sulla base degli apparati diversi dell'organismo in cui si sviluppa l'infezione. Le due ultime forme possono manifestarsi come quadri a sé stanti, oppure, più frequentemente, come complicazione o evoluzione della prima forma. L'accertamento della peste bubbonica si può determinare analizzando l'interno dei mwax4bubboni per la presenza di mwax8Yersinia pestis, mentre è possibile rilevare quella setticemica attraverso un'mwayaemocoltura.cite-ref-pmid31751045-40-5[40]

Peste bubbonica

La peste bubbonica è un'infezione batterica che si sviluppa e si concentra prevalentemente nel mwaywsistema linfatico. La trasmissione nell'uomo può avvenire attraverso la puntura delle pulci dei mway0ratti (come la mway4mway8Xenopsylla cheopis), o tramite il morso dei ratti stessi o di altri mwazaroditori infetti, inoculando così attraverso la mwazecute il bacillo mwaziY. pestis. La pulce dell'uomo, i pidocchi e le cimici dei letti hanno, virtualmente, la capacità di trasmettere la peste bubbonica anche da uomo a uomo. Una volta entrato nell'organismo, il bacillo si diffonde nei mwazmlinfonodi più vicini, solitamente quelli ascellari o inguinali.cite-ref-ujvari64-61-0[61]cite-ref-cosmacini8-62-0[62]

Insorge violentemente dopo un periodo di incubazione da due a dodici giorni. Si presenta con mwaz0febbre alta, mwaz4cefalea, grave debolezza, disturbi del sonno, mwaz8nausea, mwa0afotosensibilità, dolore alle estremità, mwa0evomito, dolore addominale. Tra i primi segni si può formare una pustola o mwa0inecrosi che interessa la superficie cutanea nell'area della puntura dalla pulce infetta. A causa dell'incubazione piuttosto lunga i pazienti di solito non ricordano la puntura dell'insetto o il momento del contatto con animali. È possibile talvolta la formazione di mwa0mpetecchie, diffuse su una porzione vasta di superficie corporea, generalmente in modo asimmetrico o irregolare. Le manifestazioni cutanee non sono sempre presenti né specifiche.

L'aspetto clinico più caratteristico della malattia è l'ingrossamento di uno o più linfonodi, prossimi al luogo delle punture della pulce (che è più frequentemente la zona inguinale e quella ascellare). Il linfonodo infiammato viene denominato mwa0ububbone, ovvero un rigonfiamento mwa0yedematoso il cui interno evolve formando un accumulo mwa0cemorragico e mwa0gnecrotico. Ciò è la conseguenza del fatto che il batterio mwa0kY. pestis continua a sopravvivere anche dopo essere stato fagocitato dai mwa0oleucociti e si accumula all'interno del linfonodo, riproducendosi e producendo tossine mwa0sbeta-bloccanti e in grado di bloccare alcune risposte immunitarie.cite-ref-63[63]

La maggioranza dei pazienti presenta un solo bubbone. Il 70% dei pazienti presenta un linfonodo ingrossato in area inguinale, nei restanti casi la sede è il collo o la nuca, o la catena di linfonodi ascellari, o la regione femorale. I bubboni generalmente non sono appariscenti: possono avere qualsiasi dimensione compresa tra 1 e 10 centimetri, la loro localizzazione è profonda, sono soffici al tatto e dolorosi. Spesso sono visibili solo con una indagine mwa1eecografica, o una piccola area di mwa1icute mwa1meritematosa può essere unico indizio della loro presenza. Se i bubboni sono duri e tesi è indizio che sono superinfetti, e in alcuni casi si possono trattare come ascessi, applicando però rigorose misure di protezione. È anche possibile la formazione di bubboni nella regione mesenterica, causando dolore addominale.

La forma bubbonica, se non curata, nel 40% dei pazienti evolve in una forma più grave. Quando ciò avviene l'infezione si propaga nell'organismo, dando luogo alla peste setticemica descritta sotto, provocando insufficienza cardiocircolatoria, necrosi che solitamente partono dalle dita di mani o piedi per poi espandersi lentamente, complicazioni renali o emorragie interne. In assenza di cure, la malattia può evolvere verso questa fase e portare facilmente alla morte. In alcuni casi (intorno al 5%) si ha mwa1umeningite, di solito preceduta da mwa1ybatteriemia, e può esservi coinvolgimento dell'mwa1cencefalo, con sintomi gravi tra cui mwa1gdelirio. Un'altra evoluzione possibile del quadro infettivo è la peste polmonare, anch'essa descritta sotto. Alternativamente, nei casi meno gravi, la febbre cessa dopo circa due settimane. In taluni casi si hanno postumi tra i quali il drenaggio spontaneo di bubboni superinfetti, che espellono mwa1kpus e formano una cicatrice.cite-ref-ujvari64-61-1[61]cite-ref-cosmacini8-62-1[62]

Peste setticemica

È la mwa2ksetticemia sistemica derivante dalla propagazione di mwa2oY. pestis nell'mwa2sapparato circolatorio che lo porta a raggiungere tutte le parti dell'organismo. Può seguire come seconda fase in conseguenza del cedimento di uno o più linfonodi quando questi, già trasformati in bubbone in un processo di infiammazione emorragica, non sono più in grado di contenere il batterio al loro interno. In questo quadro le mwa2wtossine batteriche che circolano liberamente possono determinare mwa20sindromi da mwa24coagulazione intravascolare disseminata (CID) che colpiscono a partire dalle estremità, causando mwa28necrosi di dita o piedi, ecchimosi diffuse sull'intera superficie del corpo, e vengono esaurite le capacità mwa3acoagulatorie del corpo causando emorragie negli organi interni. La CID costituisce un quadro estremamente pericoloso che deve essere trattato in modo aggressivo e tempestivamente, in caso contrario conduce alla morte nel corso di poche ore. Il quadro setticemico produce facilmente scompensi renali, cardiocircolatori e mwa3esindromi multi-organo.cite-ref-pmid20400901-4-1[4]cite-ref-ujvari64-61-2[61]cite-ref-cosmacini8-62-2[62]

L'insorgenza di questa forma è solitamente mortale in un tempo molto breve, dell'ordine di un solo giorno, se non curata. Il trattamento con antibiotici riduce drasticamente la mortalità, a condizione che sia molto tempestivo.cite-ref-pmid29070654-3-7[3]

Peste polmonare

Forma decisamente più grave rispetto alla peste bubbonica, è caratterizzata dalla localizzazione nell'apparato respiratorio, in quanto un focolaio di infezione si sviluppa nei polmoni. Può presentarsi anche come complicanza della forma bubbonica, ma più spesso è indicatore della diversa modalità con cui si è contratto il batterio (non attraverso la puntura della pulce ma respirando materiale infetto). Il periodo di incubazione è in genere più breve, da uno a sette giorni, e il quadro si presenta come una polmonite dal decorso fulminante, che all'esame radiografico mostra un infiltrato scarso rispetto alla gravità del quadro. Il primo sintomo può essere febbre alta, superiore a 39mwa4o °C, seguita da un deterioramento molto rapido delle condizioni generali. In un periodo di tempo breve, che può essere dell'ordine di 1-2 giorni, si ha una progressione verso una fase terminale che può comportare anche un notevole abbassamento della temperatura corporea, oltre che mwa4sdispnea (difficoltà respiratorie), tosse, mwa4wemottisi, mwa40cianosi (colorazione bluastra della pelle e delle mucose, sintomo di disturbi circolatori o respiratori) e grave debolezza. È caratterizzante di questa forma anche la batteriemia e l'insorgenza di gravi disturbi neurologici. Se non viene curata in tempo, porta quasi sicuramente alla morte per mwa44edema polmonare acuto.cite-ref-ujvari64-61-3[61]cite-ref-cosmacini8-62-3[62]cite-ref-pmid18857150-64-0[64] Se non trattata tempestivamente la forma polmonare risulta fatale nella quasi totalità dei casi.cite-ref-pmid26698952-65-0[65]

La peste polmonare è trasmissibile anche senza l'azione di pulci, per via aerea: attraverso, cioè, tosse e starnuti di persone infette, contenenti materiale infetto in aerosol che potrebbe contagiare un prossimo ospite.cite-ref-ujvari64-61-4[61]cite-ref-cosmacini8-62-4[62]cite-ref-pmid18857150-64-1[64]

Altre forme di peste

mwa64mwa68Yersinia pseudotuberculosis è un batterio appartenente allo stesso genere mwa7aYersinia che dà luogo a un quadro subacuto o cronicizzante con sintomi prevalentemente mwa7egastroenterologici. L'infezione si localizza in linfonodi profondi in area addominale causando mwa7iadenite mesenterica, condizione che potrebbe indurre a sospettare mwa7mtubercolosi (da cui il nome del batterio). È una infezione rara negli esseri umani.cite-ref-pmid17369701-66-0[66]cite-ref-pmid28613468-67-0[67]

mwa70mwa74Yersinia enterocolitica è anch'esso un batterio appartenente allo stesso genere che colpisce principalmente il basso mwa78tratto digerente, ma è molto più frequente nell'uomo. Esso dà luogo a sintomi gastroenterologici più chiaramente conclamati rispetto a mwa8aY. pseudotuberculosis.cite-ref-pmid22019131-68-0[68]

Diagnosi

Una corretta e rapida mwa80diagnosi è fondamentale per il successo del trattamento del paziente e per limitare il diffondersi di un'epidemia. Secondo quanto dettato dalle linee guida dell'mwa84Organizzazione Mondiale della Sanità, la peste può essere diagnosticata come un caso sospetto, presunto o confermato sulla base di elementi sia clinici sia di laboratorio.cite-ref-pmid29070654-3-8[3] In ogni caso, è indicato che qualsiasi individuo che dovesse essere ritenuto contagiato dal batterio sia messo in isolamento per via della possibile alta contagiosità. I mwa9mcentri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) statunitensi prevedono, per il personale di assistenza nei casi di peste polmonare, l'utilizzo di precauzioni standard.

Inoltre, è ritenuto necessario che anche il personale di laboratorio che esegue i test sui campioni biologici del possibile infetto, sia informato del sospetto affinché adotti le corrette misure cautelative.cite-ref-pmid31751045-40-6[40]

Il gruppo di ricerca franco-malgascio guidato da Suzanne Chanteau dell'Istituto Pasteur del Madagascar (IPM) ha sviluppato nel 2003 un test rapido per la diagnosi di peste polmonare e bubbonica, che consente il rilevamento degli mwa9oanticorpi entro quindici minuti.cite-ref-pmid12547544-69-0[69] Con mwa984 000 casi di peste che si verificano annualmente in tutto il mondo, una diagnosi rapida entro 24 ore è una componente cruciale per il successo del trattamento. In venti Paesi, soprattutto in Africa, la peste è ancora in atto.cite-ref-pmid4924535-70-0[70]

Diagnosi clinica

La genericità dei sintomi costituisce la maggiore problematica nella diagnostica iniziale di questa patologia, che peraltro è anche caratterizzata spesso da rapida evoluzione. A causa della genericità dei sintomi, la certezza della diagnosi di regola è impossibile su basi puramente cliniche, ma è possibile identificare un caso sospetto o presunto. Per una diagnosi probabile, oltre prendere in considerazione i dati clinici cioè i segni e i sintomi tipici della malattia valutabili attraverso una mwa-yvisita medica correlata da mwa-canamnesi, è necessario valutare il contesto epidemiologico che accompagna il paziente, vale a dire la sua residenza o provenienza da una zona endemica entro circa dieci giorni dalla prima manifestazione della condizione, o la sua possibile esposizione a pazienti affetti o animali infetti e/o una evidente storia di punture di pulci.cite-ref-pmid29070654-3-9[3]cite-ref-pmid10852811-71-0[71] Quando sussistono tutte queste condizioni è possibile diagnosticare un caso presuntivo di peste, che andrà, ove ve ne è la possibilità, confermato attraverso mwa-aanalisi di laboratorio.cite-ref-pmid29070654-3-10[3]

Diagnosi di laboratorio

Quando si è diagnosticato un caso di peste presunta, è necessario procedere a esami di laboratorio il cui mwa-smwa-wgold standard per la conferma rappresenta l'isolamento e l'identificazione dello mwa-0Yersina pestis nei campioni biologici prelevati dal paziente come dal mwa-4sangue o dal fluido aspirato dai bubboni. Tale patogeno si sviluppa su diversi terreni di cultura, come l'mwa-8agar MacConkey, l'mwbaaagar cuore-cervello e l'mwbaeagar sangue, a una temperatura ottimale tra i 26 e i mwbai28 °C, ma è necessaria una temperatura di mwbam37 °C di incubazione perché si produca l'mwbaqantigene F1. Dopo circa 24 ore dall'incubazione, il bacillo mwbauY. pestis è visibile alle varie colorazioni mwbaydi Giemsa, mwbacdi Wright o mwbagdi Wayson. L'isolamento del bacillo deve essere eseguito in un laboratorio con mwbaklivello di biosicurezza minimo di classe 3.cite-ref-pmid29070654-3-11[3]

L'antigene F1 viene in genere utilizzato come bersaglio per rilevare lo mwba8Y. pestis con metodi immunologici. Un mwbbatest di inibizione dell'emoagglutinazione dell'antigene F1 viene convenzionalmente impiegato per rilevare l'antigene F1 nel campione biologico.cite-ref-pmid17416264-72-0[72] Sono stati riportati anche test di mwbbuimmunofluorescenza e mwbbytest immunoenzimatico per rilevare quantitativamente l'mwbbcanticorpo F1 o l'antigene F1.cite-ref-pmid12951845-73-0[73] Lo mwbbwY. pestis può essere rilevato anche mediante mwbb0reazione a catena della polimerasi (PCR) mirando al mwbb4gene dell'antigene F1 (caf1), al gene pla o ai frammenti mwbb8cromosomici (come il frammento 3a).cite-ref-pmid19606935-58-1[58]cite-ref-pmid20231881-74-0[74] Tuttavia, è stato dimostrato che i bersagli del gene pla e del frammento cromosomico non sono affidabili per rilevare il batterio. La rilevazione immunologica, basata sull'mwbcgacido nucleico dello mwbckY. pestis può essere eseguita in un laboratorio di livello 2 di biosicurezza.cite-ref-pmid29070654-3-12[3]

Nelle zone endemiche della malattia e in cui non vi è la disponibilità di un laboratorio in grado di eseguire l'isolamento del batterio o l'identificazione immunologica o molecolare del batterio, è possibile procedere con altri test come il test rapido immunocromatografico in grado di confermare l'esistenza dell'antigene F1 da campioni clinici. Per ottenere risultati affidabili è però necessario che tale esame sia svolto da personale ben addestrato.cite-ref-pmid12547544-69-1[69] Anche il ricorso a mwbdqtermociclatori portatili può essere utile per rilevare il patogeno della peste direttamente sul posto.cite-ref-pmid29070654-3-13[3]cite-ref-pmid26043838-75-0[75]

Diagnosi differenziale

Per ogni presentazione clinica della peste (bubbonica, setticemica, polmonare) vi è un'ampia possibilità di mwbd8diagnosi differenziale. Nel caso di peste bubbonica è necessario escludere altre cause di mwbealinfoadenopatia (ingrossamento dei mwbeelinfonodi). Vi sono numerose patologie che possono causare bubboni, sia infettive che non, devono essere pertanto escluse le diverse cause di origine mwbeivirale, mwbemfungina, mwbeqneoplastica, come l'assunzione di particolari farmaci (mwbeuiatrogenesi), la presenza di mwbeymalattie autoimmuni, una mwbeclinfoadenite o una infezione da parte di batteri diversi dallo mwbegY. pestis.cite-ref-pmid25955625-76-0[76]cite-ref-pmid24171518-77-0[77] Tra le condizioni che talvolta possono occultare o essere scambiate per linfoadenopatia da peste, l'mwbfeernia inguinale incarcerata, se è presente insieme a febbre, i mwbfigranulomi venerei o la mwbfmsifilide, o patologie addominali acute. Per i bubboni in prossimità del collo o ascellari, linfoadeniti da mwbfqstreptococco o mwbfustafilococco, mwbfymalattia da graffio di gatto, mwbfctularemia. Con bubbone piccolo o quasi assente, anche mwbfgfebbre tifoide o infezioni da altri batteri vanno considerate.cite-ref-0-78-0[78] In ogni caso, la peste bubbonica si differenzia da tutte le altre condizioni che comportano la formazione dei "bubboni" per via della rapida insorgenza di una febbre elevata e della fulminea progressione dell'infiammazione e del deterioramento delle condizioni generali del paziente.cite-ref-pmid31751045-40-7[40]

Per quanto riguarda la forma polmonare, la diagnosi differenziale deve essere fatta con altre patologie che comportino febbre ed mwbgiemottisi, come la mwbgmbronchite di origine virale, tutte le varianti della mwbgqpolmonite, la mwbgutubercolosi, l'mwbgyembolia polmonare, le diverse infiammazioni e i mwbgctumori del polmone.cite-ref-pmid28935246-79-0[79] Tuttavia, come nel caso della forma polmonare, la rapida insorgenza dei sintomi e la gravità di essi, nonché la presenza di bubboni, indicano fortemente la peste rispetto ad altre cause.cite-ref-pmid30666930-80-0[80]

La forma setticemica è probabilmente quella che può essere confusa maggiormente con altre condizioni per via dei numerosi segni e sintomi in comune con altre patologie, come la febbre e l'mwbheipotensione, che possono suggerire altre cause infiammatorie o infettive, nonché qualsiasi origine dello mwbhishock.cite-ref-pmid31751045-40-8[40]cite-ref-pmid28796757-81-0[81]

Trattamento

Per via della rapida evoluzione della malattia, il trattamento più efficace per la peste consiste in una precoce somministrazione di una terapia mwbiqantibiotica per oltre dieci giorni; anche quando non vi è una mwbiudiagnosi certa è consigliabile iniziare la terapia anche solo con il sospetto clinico. Di elezione si utilizza mwbiystreptomicina o mwbiccloramfenicolo o combinazioni di mwbigtetraciclina e mwbiksulfamidici. Sebbene il cloramfenicolo sia altamente efficace, è considerato un farmaco di riserva per via dei suoi mwbioeffetti collaterali. Tra le nuove generazioni di antibiotici, la mwbisgentamicina e la mwbiwdoxiciclina si sono dimostrati efficaci nel trattamento monoterapico della malattia. Infine, gli antibiotici doxiciclina e mwbi0ciprofloxacina possono essere considerati anche farmaci utili per la mwbi4profilassi se somministrati per un periodo di sette giorni.cite-ref-mwengee2006-82-0[82]cite-ref-83[83] Importante è l'isolamento dei malati per evitare ulteriori contagi.

Vi è la possibilità che il batterio della peste possa sviluppare una mwbjgresistenza ai farmaci e diventare così nuovamente una grave minaccia per la salute delle popolazioni. Nel 1995 è stato trovato in mwbjkMadagascar un caso di una forma di batterio resistentecite-ref-84[84] mentre, nello stesso Paese, sono state segnalate ulteriori epidemie nel novembre 2014cite-ref-85[85] e nell'ottobre 2017.cite-ref-86[86] Basandosi su studi mwbkymwbkcin vivo su animali e mwbkgmwbkkin vitro, la statunitense mwbkomwbksFood and Drug Administration agli inizi del XXI secolo ha approvato anche la mwbkwlevofloxacina come antibiotico per i pazienti con peste.cite-ref-pmid31751045-40-9[40]cite-ref-pmid16616313-87-0[87]

Oltre alla somministrazione di antibiotici, il trattamento della peste prevede anche una terapia di supporto per la gestione dei sintomi più gravi, come l'eventuale verificarsi di uno stato di mwbl0shock. Nonostante non siano utilizzati abitualmente, sono state proposte diverse terapie complementari, come l'mwbl4immunoterapia, la mwbl8terapia fagica, la terapia con mwbmabatteriocine e il ricorso agli inibitori del fattore di virulenza.cite-ref-pmid29070654-3-14[3]cite-ref-pmid17030904-41-2[41] Sono, inoltre, in fase di sviluppo degli inibitori in grado di bloccare nello mwbmoY. pestis un mwbmsenzima che svolge un ruolo importante nella costruzione della mwbmwmembrana protettiva cellulare, senza la quale il batterio non può sopravvivere.cite-ref-pmid22244758-88-0[88]

Considerata l'elevata preoccupazione per un'eventuale diffusione della malattia a seguito di mwbnibioterrorismo, sono stati approntati mwbnmvaccini antipestosi per prevenire l'infezione da mwbnqY. pestis, sebbene nessuno di questi sia ampiamente utilizzato a causa di dubbi sulla reale efficacia.cite-ref-pmid19606935-58-2[58] Inoltre, per via della brevità del loro effetto, vengono generalmente somministrati solo in casi di rischio evidente e programmabile di contagio, come per esempio per le figure professionali di mwbnkbiologi e ricercatori a contatto con il batterio.cite-ref-cdc-89-0[89] Nel primo decennio del XXI secolo erano in produzione ben 17 vaccini antipestosi.cite-ref-pmid31751045-40-10[40]cite-ref-pmid9803196-90-0[90] Nel caso si verificasse un'epidemia su larga scala o un attacco bioterroristico, le linee guida consigliano l'assunzione per gli eventuali contagiati, sia adulti sia bambini, di doxiciclina, somministrata mwboymwbocper os, e ciprofloxacina o, in alternativa, il solo cloramfenicolo per gli adulti e in combinazione con la ciprofloxacina per i bambini.cite-ref-pmid29070654-3-15[3]

Prognosi

Se non trattata adeguatamente, la peste in forma bubbonica porta alla morte in circa il 40-50% dei casi, mentre per quanto riguarda la forma polmonare o setticemica il decesso avviene praticamente nella quasi totalità dei pazienti. Si deve notare che gli esiti fatali di peste bubbonica sono generalmente preceduti dall'evoluzione verso una delle due forme più gravi. Se il corretto trattamento antibiotico viene attuato precocemente, vale a dire entro circa 24 ore dalla prima manifestazione dei sintomi,cite-ref-pmid18198939-37-6[37] la mortalità scende fino al 5% per la forma bubbonica e al 10% per quella polmonare.cite-ref-0-78-1[78] Nei decenni 1984-2004 vi sono stati tra i mille e i cinquemila casi diagnosticati ogni anno nel mondo, con un numero di decessi compreso tra i 100 e i 200 l'anno.cite-ref-pmid29070654-3-16[3] I casi di guarigione da peste setticemica possono essere accompagnati da lesioni permanenti ad aree periferiche colpite da necrosi, un esito frequente se il quadro di mwbpoCID non viene trattato anch'esso tempestivamente, il che può portare a necessità di amputazione di dita o estremità.

Complicanze

Nonostante la precoce somministrazione di un corretto trattamento possa essere risolutiva, un paziente può incorrere in una serie di potenziali mwbp0complicazioni in grado di metterne a repentaglio la sopravvivenza. Tra le più significative vi è la mwbp4faringite, lo sviluppo di una peste polmonare secondaria a una bubbonica, l'instaurarsi di una mwbp8batteriemia o di uno mwbqashock settico. Un'ulteriore complicanza in grado di aumentare la mwbqemortalità è la mwbqimeningite che può verificarsi dopo almeno una settimana dallo sviluppo di una peste bubbonica non trattata.cite-ref-pmid17416264-72-1[72]cite-ref-pmid30666930-80-1[80]

Prevenzione

Poiché la peste umana è una malattia rara nella maggior parte del mondo, non si ritiene necessaria la mwbrcvaccinazione di routine se non per i soggetti con un rischio particolarmente elevato di esposizione al batterio. Non è nemmeno consigliato tra coloro che vivono in aree con peste mwbrgenzootica, dove i casi di infezione si verificano a tassi regolari e prevedibili in particolari zone e popolazioni, come avviene negli Stati Uniti occidentali, né è indicato per la maggior parte dei viaggiatori che si recano in Paesi in cui sono stati segnalati recenti casi, in particolare se il loro viaggio è limitato alle aree urbane ed è previsto che soggiornino in strutture moderne. I mwbrkcentri per la prevenzione e il controllo delle malattie mwbrostatunitensi raccomandano la vaccinazione per: (1) tutto il personale di laboratorio e di campo che lavora con gli organismi mwbrsY. pestis resistenti agli antimicrobici; (2) per le persone impegnate in esperimenti di mwbrwaerosol con lo mwbr0Y. pestis; (3) per le persone impegnate in operazioni sul campo in aree con peste enzootica in cui non è possibile prevenire l'esposizione (come alcune aree colpite da una catastrofe).cite-ref-cdc-89-1[89]

Una revisione sistematica della mwbsmmwbsqCochrane Collaboration non ha trovato studi di qualità sufficiente per stilare alcuna dichiarazione sull'efficacia del vaccino.cite-ref-91[91]

Prospettive

Sebbene la peste non sia una malattia comune nel XXI secolo, è comunque una patologia che non deve essere sottovalutata, per via della sua alta trasmissibilità, del rapido decorso clinico e dell'elevata mortalità. Anche un piccolo focolaio relativamente circoscritto può portare a conseguenze gravi, come accadde nel 1994 in mwbssIndia quando una ristretta epidemia causò cinquanta morti nella città di mwbswSurat e comportò una perdita per la nazione di circa 600 milioni di dollari a causa delle ripercussioni sul turismo e sul commercio.cite-ref-pmid8964057-92-0[92] Tuttavia, siccome è impossibile debellare la malattia e poiché essa è ampiamente diffusa nei roditori selvatici, si ritiene che sia necessario approfondire e monitorare i rischi per la popolazione umana. Ad esempio, è risaputo che climi caldi favoriscono il diffondersi del batterio e pertanto il mwbteriscaldamento globale potrebbe rappresentare un pericolo per il futuro.cite-ref-pmid7549679-93-0[93]

Il punto fondamentale per il contenimento di un focolaio è rappresentato dalla possibilità di effettuare una rapida diagnosi anche in condizioni di mancanza di strutture sanitarie all'avanguardia. Da questo punto di vista vi sono stati grandi progressi grazie all'introduzione di test diagnostici semplici e veloci, ma si mette in rilievo la necessità di introdurre ulteriori miglioramenti.cite-ref-pmid18198939-37-7[37]

Un altro grave timore per la salute umana è rappresentato dalla possibilità del generarsi di ceppi di mwbtwY. pestis mwbt0resistenti agli antibiotici. Infine il pericolo che il batterio della peste possa essere utilizzato come mwbt4arma biologica in attività militari o di mwbt8bioterrorismo è una concreta possibilità che molti governi o autorità sanitarie prendono in seria considerazione.cite-ref-pmid18198939-37-8[37]

La peste come arma biologica

La peste ha una lunga storia come mwbugarma biologica. Alcuni resoconti storici risalenti all'antica Cina e all'Europa mwbukmedievale descrivono in dettaglio l'uso di mwbuocarcasse di animali o mwbuscadaveri di uomini infetti da parte degli mwbuwXiongnu, degli mwbu0Unni, dei mwbu4Mongoli, dei mwbu8Turchi e di altri popoli, per contaminare le riserve d'acqua nemiche. Si dice che il generale mwbvaHuo Qubing, della mwbvedinastia Han, sia morto a causa di ciò mentre era impegnato in una guerra contro gli Xiongnu. È stato anche riportato che siano state lanciate le vittime della peste tramite mwbvicatapulte all'interno di città sotto mwbvmassedio con lo scopo di propagare il contagio.cite-ref-94[94]

Nel 1347 la città di mwbvkCaffa, un grande emporio commerciale nella penisola di Crimea in mano ai mwbvoGenovesi, fu mwbvsassediata da un esercito di guerrieri mongoli dell'mwbvwOrda d'oro sotto il comando di mwbv0Ganī Bek. Alcune fonti riportano che gli assedianti, logorati dalla malattia che li flagellava, presero la decisione di usare i cadaveri infetti dei propri compagni come arma biologica catapultandoli all'interno della città contagiando gli abitanti. Questo evento, forse, potrebbe essere il responsabile del propagarsi della mwbv4peste nera in Europa giunta per mezzo delle navi che lasciarono Caffa.cite-ref-95[95]

Durante la seconda guerra mondiale, l'mwbwqesercito giapponese sviluppò un'arma basata sull'allevamento e il rilascio di un gran numero di pulci che potevano essere infettate dallo mwbwuY. pestis. Durante l'mwbwyoccupazione giapponese della Manciuria, l'mwbwcUnità 731 infettò deliberatamente civili e prigionieri di guerra cinesi, coreani e abitanti della mwbwgManciuria con il batterio della peste. Questi soggetti, chiamati mwbwk"maruta" vennero dissezionati per studi mentre altri mwbwovivisezionati quando erano ancora coscienti. Alcuni membri dell'unità, come mwbwsShirō Ishii furono esonerati dal comparire nel mwbwwprocesso di Tokyo ma dodici di loro furono giudicati per mwbw0crimini di guerra dal mwbw4tribunale di Chabarovsk nel 1949, quando alcuni di loro ammisero di aver diffuso la peste bubbonica in un raggio di mwbw836 km intorno alla città di mwbxaChangde.cite-ref-96[96]

Per tutta la durata della mwbxyguerra fredda le grandi potenze militari hanno condotti studi per l'utilizzo della peste come arma e sui metodi di difesa nel caso che la utilizzasse un Paese nemico contro di loro. A partire dai primi anni del XXI secolo, con l'alleviarsi delle tensioni internazionali ma con la crescita delle preoccupazioni riguardanti il mwbxcterrorismo, ha preso spazio il timore che lo mwbxgY. pestis possa essere utilizzato a questo scopo; infatti, se il batterio fosse rilasciato in aerosol in uno spazio ristretto e densamente abitato potrebbe causare un numero di vittime significativo e scatenare panico tra la popolazione.cite-ref-pmid10807389-97-0[97]cite-ref-pmid16762739-98-0[98] Proprio per mitigare gli effetti di una tale azione di mwbyebioterrorismo molti paesi, ed in particolare gli mwbyiStati Uniti d'America, sono in possesso di grandi scorte di antibiotici.cite-ref-99[99]

La peste nell'arte e nella letteratura

A causa della sua virulenza, della paura che essa ha suscitato nel corso dei secoli e dell'enorme numero di vittime causate, molti scrittori hanno inserito un'epidemia di peste nelle loro opere, oppure hanno scritto un saggio in cui si parla della malattia o in cui essa è comunque presente.

Tra le molte opere celebri nelle quali si tratta anche della peste o di un'epidemia ad essa associabile si possono certamente ricordare:

• il mwbzcmwbzgLibro dei Maccabei (la peste inviata da Dio contro i mwbzkFilistei);
• lmwbzs'mwbzwmwbz0Iliade (I, 9ss.), la peste inviata per punizione da mwbz4Apollo nel campo dei Greci;
• le mwbaaStorie (II, 47 - 54) dello storico greco mwbaeTucidide con la peste ad Atene nell'età di mwbaiPericle;
• l'opera dello storico mwbaqDiodoro Siculo (XIV, 4 - 71);
• il mwbaymwbacDe rerum natura (VI 1138 - 1286) del poeta latino mwbagLucrezio sulla mwbakpeste di Atene, già descritta dallo storico greco mwbaoTucidide nella mwbasmwbawGuerra del Peloponneso;
• il brano sulla peste del mwba4Norico (libro IV, vv. 453-527) nelle mwba8mwbbaGeorgiche di mwbbeVirgilio;
• mwbbmmwbbqLe metamorfosi (VII 523 - 613) del poeta latino mwbbuOvidio;
• le mwbbcStorie (XIX 4, 4) dello storico romano mwbbgAmmiano Marcellino;
• la mwbboGuerra persiana (II 22 - 23) dello storico medievale mwbbsProcopio di Cesarea nel VI secolo d. C.;
• la mwbb0mwbb4Historia Langobardorum di mwbb8Paolo Diacono (II, 4) che descrive la peste scoppiata in Italia (VI sec. d.C.) al tempo di mwbcaGiustiniano;
• il mwbcimwbcmDecameron di mwbcqGiovanni Boccaccio (novelle scritte nel 1349-1351 circa);
• il mwbcymwbccDiario dell'anno della peste di mwbcgDaniel Defoe (1722);
• la mwbcomwbcsStoria della colonna infame (saggio storico, 1840) e mwbcwmwbc0I promessi sposi (romanzo storico, 1840; capitoli XXXI e XXXII) entrambi di mwbc4Alessandro Manzoni;
• mwbdamwbdeLa maschera della morte rossa di mwbdiEdgar Allan Poe (1842);
• mwbdqIl barbiere di sua altezza di mwbduLuigi Gramegna, romanzo storico che descrive mwbdyl'epidemia torinese del 1630;
• mwbdgmwbdkLa peste (1947) e il dramma mwbdomwbdsLo stato d'assedio (1948) di mwbdwAlbert Camus; nell'opera teatrale ha però una valenza mwbd0allegorica: la peste rappresenta i regimi totalitari, in particolare la diffusione del nazismo in Europa;
• molte opere contemporanee di fantascienza contenenti il motivo di un mwbd8virus pestifero che si diffonde seminando morte fra le popolazioni. Tra le varie opere si ricorda mwbeamwbeeL'ombra dello scorpione di mwbeiStephen King (1978; 1990).

La pittura tardo medievale ebbe ripercussioni dalle tragedie legate alla pestilenza. La cosiddetta mwbeq"mwbeudanza macabra", uno dei temi mwbeyiconografici più frequenti dei primi decenni del XV secolo nella quale è rappresentata una danza tra uomini e scheletri, è stata messa in relazione con la peste del Trecento. Una delle produzioni più celebri è la mwbecmwbegDanza macabra di Lubecca, opera del pittore e mwbekintagliatore mwbeoBernt Notke, andata perduta a seguito del mwbesBombardamento di Lubecca.cite-ref-100[100]cite-ref-101[101] Tale tema venne utilizzato anche per le musiche di mwbfqmwbfuTotentanz, composte tra il 1834 e il 1859 da mwbfyFranz Liszt. Il pittore tedesco del XX secolo mwbfcWerner Tübke ricorse al soggetto della peste per una scena del suo monumentale dipinto dedicato alla mwbfgguerra dei contadini tedeschi del XVI secolo.cite-ref-102[102]cite-ref-103[103]

Note

cite-note-11. mwbgcmwbggmwbgkRegolamento sanitario internazionale, su mwbgosalute.gov.it. mwbgsURL consultato il 2 febbraio 2018 mwbgw(mwbg0archiviato il 3 febbraio 2018).
cite-note-22. mwbhe(mwbhimwbhmEN) mwbhqmwbhuPlague, su mwbhyWorld Health Organization. mwbhcURL consultato il 4 novembre 2017 mwbhg(mwbhkarchiviato il 24 aprile 2015).
cite-note-pmid29070654-33. mwbj0Yang R, mwbj4mwbj8Plague: Recognition, Treatment, and Prevention, in mwbkaJ. Clin. Microbiol., vol.mwbke 56, n.mwbki 1, gennaio 2018, mwbkmDOI:mwbkq10.1128/JCM.01519-17, mwbkuPMCmwbky mwbkc5744195, mwbkgPMIDmwbkk mwbko29070654.
cite-note-pmid20400901-44. mwbleDoyle TM, Matuschak GM, Lechner AJ, mwblimwblmSeptic shock and nonpulmonary organ dysfunction in pneumonic plague: the role of Yersinia pestis pCD1- vs. pgm- virulence factors, in mwblqCrit. Care Med., vol.mwblu 38, n.mwbly 7, luglio 2010, pp.mwblc 1574-83, mwblgDOI:mwblk10.1097/CCM.0b013e3181de8ace, mwbloPMIDmwbls mwblw20400901.
cite-note-pmid23041039-55. mwbmmRaoult D, Mouffok N, Bitam I, Piarroux R, Drancourt M, mwbmqmwbmuPlague: history and contemporary analysis, in mwbmyJ. Infect., vol.mwbmc 66, n.mwbmg 1, gennaio 2013, pp.mwbmk 18-26, mwbmoDOI:mwbms10.1016/j.jinf.2012.09.010, mwbmwPMIDmwbm0 mwbm423041039.
cite-note-66. mwbnmmwbnqCosmacini,mwbnu p. 6.
cite-note-77. citereftreccani-pestemwbnkmwbnoPèste, in mwbnsTreccani.it – mwbnwVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-81. mwboamwboeNaphy e Spicer,mwboi pp. 29-30.
cite-note-92. mwboymwbocZuchora-Walske,mwbog p. 53.
cite-note-1010. mwbowMontanari, Massimo, mwbo0Storia medievale, 23ªmwbo4 ed., Laterza, 2006, pp.mwbo8 243-244, mwbpaISBNmwbpe 978-88-420-6540-1.
cite-note-1111. mwbpymwbpcmwbpgThe last years of Justinian I - Byzantyne Empire -, su mwbpkEnciclopedia Britannica.
cite-note-1212. mwbp0Mark Welford, mwbp4mwbp8Geographies of Plague Pandemics: The Spatial-Temporal Behavior of Plague to the Modern Day, Routledge, 9 apr. 2018, mwbqaISBNmwbqe 9781315307435. mwbqq«In many respects, the medieval black Death killed off the feudal, restrictive and medieval society, with its serfs and protected guilds, and gave birth to our own industrialized consumer society (...)»
cite-note-1313. mwbqgGomme A. W., Andrewes A., Dover, K. J., mwbqkAn Historical Commentary on Thucydides, vol.mwbqo 5, Oxford University Press, 1981, Book VIII.
cite-note-1414. mwbq4mwbq8Naphy e Spicer,mwbra p. 10.
cite-note-1515. mwbrqmwbruUjvari,mwbry pp. 35-36.
cite-note-1616. mwbromwbrsUjvari,mwbrw p. 45.
cite-note-1717. mwbsamwbseNaphy e Spicer,mwbsi p. 13.
cite-note-1818. mwbsymwbscNaphy e Spicer,mwbsg pp. 16-17.
cite-note-1919. mwbswmwbs0Frari,mwbs4 pp. 296-297.
cite-note-2020. mwbtimwbtmFrari,mwbtq p. 298.
cite-note-2121. mwbtgmwbtkAlchon,mwbto p. 21.
cite-note-2222. mwbt4mwbt8mwbuaHistorical Estimates of World Population, su mwbuecensus.gov. mwbuiURL consultato il 27 settembre 2018 mwbum(archiviato dall'mwbuqurl originale il 9 luglio 2012).
cite-note-2323. mwbugmwbukNaphy e Spicer,mwbuo p. 67.
cite-note-naphyspicer-2424. mwbvamwbveNaphy e Spicer,mwbvi p. 69.
cite-note-2525. mwbvymwbvcNaphy e Spicer,mwbvg p. 71.
cite-note-ns70-2626. mwbv4mwbv8Naphy e Spicer,mwbwa p. 70.
cite-note-2727. mwbwqmwbwuNaphy e Spicer,mwbwy p. 85.
cite-note-2828. mwbwomwbwsNaphy e Spicer,mwbww p. 95.
cite-note-2929. mwbxamwbxeNaphy e Spicer,mwbxi pp. 90, 94.
cite-note-3030. mwbxymwbxcNaphy e Spicer,mwbxg pp. 111-112.
cite-note-pmid11596907-3131. mwbxwPutzker M, Sauer H, Sobe D, mwbx0Plague and other human infections caused by Yersinia species, in mwbx4Clin. Lab., vol.mwbx8 47, n.mwbya 9-10, 2001, pp.mwbye 453-66, mwbyiPMIDmwbym mwbyq11596907.
cite-note-pmid8993858-3232. mwbzmPerry RD, Fetherston JD, mwbzqmwbzuYersinia pestis--etiologic agent of plague, in mwbzyClin. Microbiol. Rev., vol.mwbzc 10, n.mwbzg 1, gennaio 1997, pp.mwbzk 35-66, mwbzoPMCmwbzs mwbzw172914, mwbz0PMIDmwbz4 mwbz88993858.
cite-note-chritakos2005-3333. mwb0gmwb0kChristakos,mwb0o pp. 110-114.
cite-note-3434. mwb04mwb08Cosmacini,mwb1a p. 19.
cite-note-who2017-3535. mwb1gmwb1kmwb1oPlague, su mwb1sWorld Health Organization, ottobre 2017. mwb1wURL consultato l'8 novembre 2017 mwb10(mwb14archiviato il 24 aprile 2015).
cite-note-pmid21237055-3636. mwb2iSchrag SJ, Wiener P, mwb2mmwb2qEmerging infectious disease: what are the relative roles of ecology and evolution?, in mwb2uTrends Ecol. Evol. (Amst.), vol.mwb2y 10, n.mwb2c 8, agosto 1995, pp.mwb2g 319-24, mwb2kDOI:mwb2o10.1016/s0169-5347(00)89118-1, mwb2sISSNmwb2w 0169-5347, mwb3qPMIDmwb3u mwb3y21237055.
cite-note-pmid18198939-3737. mwb4sStenseth NC, Atshabar BB, Begon M, Belmain SR, Bertherat E, Carniel E, Gage KL, Leirs H, Rahalison L, mwb4wmwb40Plague: past, present, and future, in mwb44PLoS Med., vol.mwb48 5, n.mwb5a 1, gennaio 2008, pp.mwb5e e3, mwb5iDOI:mwb5m10.1371/journal.pmed.0050003, mwb5qPMCmwb5u mwb5y2194748, mwb5cPMIDmwb5g mwb5k18198939.
cite-note-3838. mwb54(mwb58mwb6aEN) mwb6emwb6iPlague. Disease outbreak news, su mwb6mwho.int. mwb6qURL consultato il 12 dicembre 2019 mwb6u(mwb6yarchiviato il 25 giugno 2012).
cite-note-pmid16555508-3939. mwb6o(mwb6smwb6wFR) Bertherat E, Lamine KM, Formenty P, Thuier P, Mondonge V, Mitifu A, Rahalison L, mwb60Major pulmonary plague outbreak in a mining camp in the Democratic Republic of Congo: brutal awakening of an old scourge, in mwb64Med Trop (Mars), vol.mwb68 65, n.mwb7a 6, novembre 2005, pp.mwb7e 511-4, mwb7iPMIDmwb7m mwb7q16555508.
cite-note-pmid31751045-4040. mwb80Dillard RL, Juergens AL, mwb84mwb88Plague, 019 Jan–. 2019 Oct 27, mwb9aPMIDmwb9e mwb9i31751045.
cite-note-pmid17030904-4141. mwb9oAnisimov AP, Amoako KK, mwb9smwb9wTreatment of plague: promising alternatives to antibiotics, in mwb90J. Med. Microbiol., vol.mwb94 55, Pt 11, novembre 2006, pp.mwb98 1461-75, mwb-aDOI:mwb-e10.1099/jmm.0.46697-0, mwb-iPMIDmwb-m mwb-q17030904.
cite-note-pmid23271803-4242. mwb-kCui Y, Yu C, Yan Y, Li D, Li Y, Jombart T, Weinert LA, Wang Z, Guo Z, Xu L, Zhang Y, Zheng H, Qin N, Xiao X, Wu M, Wang X, Zhou D, Qi Z, Du Z, Wu H, Yang X, Cao H, Wang H, Wang J, Yao S, Rakin A, Li Y, Falush D, Balloux F, Achtman M, Song Y, Wang J, Yang R, mwb-omwb-sHistorical variations in mutation rate in an epidemic pathogen, Yersinia pestis, in mwb-wProc. Natl. Acad. Sci. U.S.A., vol.mwb-0 110, n.mwb-4 2, gennaio 2013, pp.mwb-8 577-82, mwb-aDOI:mwb-e10.1073/pnas.1205750110, mwb-iPMCmwb-m mwb-q3545753, mwb-uPMIDmwb-y mwb-c23271803.
cite-note-pmid24333143-4343. mwb-wZhou J, Bi Y, Xu X, Qiu Y, Wang Q, Feng N, Cui Y, Yan Y, Zhou L, Tan Y, Yang H, Du Z, Han Y, Song Y, Zhang P, Zhou D, Cheng Y, Zhou Y, Yang R, Wang X, mwb-0mwb-4Bioluminescent tracking of colonization and clearance dynamics of plasmid-deficient Yersinia pestis strains in a mouse model of septicemic plague, in mwb-8Microbes Infect., vol.mwcaa 16, n.mwcae 3, marzo 2014, pp.mwcai 214-24, mwcamDOI:mwcaq10.1016/j.micinf.2013.11.013, mwcauPMIDmwcay mwcac24333143.
cite-note-4444. mwcawN. V. Popov, A. A. Sludskiĭ e A. I. Udovikov, mwca0mwca4mwca8[Role of Yersinia pestis biofilms in mechanisms of plague enzooticsmwcba], in mwcbeZhurnal Mikrobiologii, Epidemiologii I Immunobiologii, n.mwcbi 4, 2008-07, pp.mwcbm 118-120. mwcbqURL consultato il 18 aprile 2022.
cite-note-4545. mwcbgMark Welford e Brian Bossak, mwcbkmwcboBody Lice, Yersinia pestis Orientalis, and Black Death, in mwcbsEmerging Infectious Diseases, vol.mwcbw 16, n.mwcb0 10, 2010-10, pp.mwcb4 1649-1651, mwcb8DOI:mwcca10.3201/eid1610.100683. mwcceURL consultato il 18 aprile 2022.
cite-note-cosmacini7-8-4646. mwccumwccyCosmacini,mwccc pp. 7-8.
cite-note-4747. mwccsA. W. Bacot, mwccwmwcc0LXXXII. Notes on the development of Bacillus pestis in bugs (Cimex lectularius) and their power to convey infection, in mwcc4The Journal of Hygiene, vol.mwcc8 14, Suppl, 1915-01, pp.mwcda 777–792.3. mwcdeURL consultato il 19 aprile 2022.
cite-note-pmid13401156-4848. mwcdu(mwcdymwcdcFR) BLANC G, mwcdg[Non-conforming opinion on the transmission of plague], in mwcdkRev Hyg Med Soc, vol.mwcdo 4, n.mwcds 6, settembre 1956, pp.mwcdw 535-62, mwcd0PMIDmwcd4 mwcd813401156.
cite-note-4949. mwceqMark Welford e Brian Bossak, mwceumwceyBody Lice, Yersinia pestis Orientalis, and Black Death, in mwcecEmerging Infectious Diseases, vol.mwceg 16, n.mwcek 10, 2010-10, pp.mwceo 1649-1651, mwcesDOI:mwcew10.3201/eid1610.100683. mwce0URL consultato il 19 aprile 2022.
cite-note-5050. mwcfeLinda Houhamdi, Hubert Lepidi e Michel Drancourt, mwcfimwcfmExperimental model to evaluate the human body louse as a vector of plague, in mwcfqThe Journal of Infectious Diseases, vol.mwcfu 194, n.mwcfy 11, 1º dicembre 2006, pp.mwcfc 1589-1596, mwcfgDOI:mwcfk10.1086/508995. mwcfoURL consultato il 19 aprile 2022.
cite-note-5151. mwcf4(mwcf8mwcgaEN) mwcgemwcgiCoronavirus: What can the 'plague village' of Eyam teach us?, in mwcgmBBC News, 22 aprile 2020. mwcgqURL consultato il 19 aprile 2022.
cite-note-5252. mwcgg(mwcgkmwcgoEN) Nils Chr. Stenseth, Yuxin Tao e Chutian Zhang, mwcgsmwcgwNo evidence for persistent natural plague reservoirs in historical and modern Europe, in mwcg0Proceedings of the National Academy of Sciences, vol.mwcg4 119, n.mwcg8 51, 20 dicembre 2022, pp.mwcha e2209816119, mwcheDOI:mwchi10.1073/pnas.2209816119. mwchmURL consultato il 31 gennaio 2023.
cite-note-5353. mwchcmwchgmwchkPeste Nera: non fu colpa dei ratti - Focus.it, su mwchofocus.it. mwchsURL consultato il 31 gennaio 2023 mwchw(archiviato dall'mwch0url originale il 31 gennaio 2023).
cite-note-5454. mwcieHinnebusch B.J., Rudolph A.E., Cherepanov P., Dixon J.E., Schwan T.G., Forsberg A., mwciiRole of Yersinia murine toxin in survival of Yersinia pestis in the midgut of the flea vector, in mwcimScience, (#5, 568), n.mwciq 296, 2002, pp.mwciu 733-735, mwciyBibcode:mwcicBibcode:2002Sci...296..733H..
cite-note-5555. mwciwRuth Rogaski, mwci0mwci4The Manchurian Plague and COVID-19: China, the United States, and the “Sick Man,” Then and Now, in mwci8American Journal of Public Health, vol.mwcja 111, n.mwcje 3, 2021-3, pp.mwcji 423-429, mwcjmDOI:mwcjq10.2105/AJPH.2020.305960. mwcjuURL consultato il 19 aprile 2022.
cite-note-5656. mwcjkMark Gamsa, mwcjomwcjsThe Epidemic of Pneumonic Plague in Manchuria 1910-1911, in mwcjwPast & Present, n.mwcj0 190, 2006, pp.mwcj4 147-183. mwcj8URL consultato il 19 aprile 2022.
cite-note-5757. mwckmDi Giorgia, mwckqmwckuLa peste nel Decameron di Boccaccio, su mwckyArcheoares, 1º aprile 2020. mwckcURL consultato il 19 aprile 2022.
cite-note-pmid19606935-5858. mwck8Butler T, mwclamwclePlague into the 21st century, in mwcliClin. Infect. Dis., vol.mwclm 49, n.mwclq 5, settembre 2009, pp.mwclu 736-42, mwclyDOI:mwclc10.1086/604718, mwclgPMIDmwclk mwclo19606935.
cite-note-5959. mwcl8(mwcmamwcmeEN) Roger D. Pechous, Vijay Sivaraman e Paul A. Price, mwcmimwcmmEarly Host Cell Targets of Yersinia pestis during Primary Pneumonic Plague, in mwcmqPLOS Pathogens, vol.mwcmu 9, n.mwcmy 10, 3 ott 2013, pp.mwcmc e1003679, mwcmgDOI:mwcmk10.1371/journal.ppat.1003679. mwcmoURL consultato il 19 aprile 2022.
cite-note-6060. mwcm4mwcm8mwcnaCenters for Disease Control and Prevention; Plague, Symptoms, su mwcnecdc.gov. mwcniURL consultato il 26 marzo 2018 mwcnm(mwcnqarchiviato il 15 agosto 2019).
cite-note-ujvari64-6161. mwcoamwcoeUjvari,mwcoi p. 64.
cite-note-cosmacini8-6262. mwco4mwco8Cosmacini,mwcpa p. 8.
cite-note-6363. mwcpqBrown S.D., Montie T.C., mwcpumwcpyBeta-Adreginic Blocking activity of Yersinia Pestis Murine Toxin, in mwcpcInfection and Immunity, vol.mwcpg 18, n.mwcpk 1, 22 marzo 1977, pp.mwcpo 85-93. mwcpsURL consultato il 26 marzo 2018 mwcpw(archiviato dall'mwcp0url originale il 16 aprile 2018).
cite-note-pmid18857150-6464. mwcqmCHARI MV, mwcqqmwcquPneumonic plague, in mwcqyLancet, vol.mwcqc 1, n.mwcqg 6506, maggio 1948, p.mwcqk 728, mwcqoDOI:mwcqs10.1016/s0140-6736(48)90422-x, mwcqwPMIDmwcq0 mwcq418857150.
cite-note-pmid26698952-6565. mwcrmPechous RD, Sivaraman V, Stasulli NM, Goldman WE, mwcrqmwcruPneumonic Plague: The Darker Side of Yersinia pestis, in mwcryTrends Microbiol., vol.mwcrc 24, n.mwcrg 3, marzo 2016, pp.mwcrk 190-197, mwcroDOI:mwcrs10.1016/j.tim.2015.11.008, mwcrwPMIDmwcr0 mwcr426698952.
cite-note-pmid17369701-6666. mwcsmDonadini R, Fields BA, mwcsqmwcsuYersinia pseudotuberculosis superantigens, in mwcsyChem Immunol Allergy, vol.mwcsc 93, 2007, pp.mwcsg 77-91, mwcskDOI:mwcso10.1159/000100859, mwcssPMIDmwcsw mwcs017369701.
cite-note-pmid28613468-6767. mwctiBrady MF, Anjum F, mwctmmwctqYersinia Pseudotuberculosis, mwctuPMIDmwcty mwctc28613468.
cite-note-pmid22019131-6868. mwctwFàbrega A, Vila J, mwct0mwct4Yersinia enterocolitica: pathogenesis, virulence and antimicrobial resistance, in mwct8Enferm. Infecc. Microbiol. Clin., vol.mwcua 30, n.mwcue 1, gennaio 2012, pp.mwcui 24-32, mwcumDOI:mwcuq10.1016/j.eimc.2011.07.017, mwcuuPMIDmwcuy mwcuc22019131.
cite-note-pmid12547544-6969. mwcu4Chanteau S., Rahalison L., Ralafiarisoa L., Foulon J., Ratsitorahina M., Ratsifasoamanana L., Carniel E. e Nato F., mwcu8mwcvaDevelopment and testing of a rapid diagnostic test for bubonic and pneumonic plague, in mwcveLancet, vol.mwcvi 361, n.mwcvm 9353, gennaio 2003, pp.mwcvq 211-6, mwcvuDOI:mwcvy10.1016/S0140-6736(03)12270-2, mwcvcPMIDmwcvg mwcvk12547544.
cite-note-pmid4924535-7070. mwcv0Reed WP, Palmer DL, Williams RC, Kisch AL, mwcv4mwcv8Bubonic plague in the Southwestern United States. A review of recent experience, in mwcwaMedicine (Baltimore), vol.mwcwe 49, n.mwcwi 6, novembre 1970, pp.mwcwm 465-86, mwcwqDOI:mwcwu10.1097/00005792-197011000-00002, mwcwyPMIDmwcwc mwcwg4924535.
cite-note-pmid10852811-7171. mwcw0Gage KL, Dennis DT, Orloski KA, Ettestad P, Brown TL, Reynolds PJ, Pape WJ, Fritz CL, Carter LG, Stein JD, mwcw4mwcw8Cases of cat-associated human plague in the Western US, 1977-1998, in mwcxaClin. Infect. Dis., vol.mwcxe 30, n.mwcxi 6, giugno 2000, pp.mwcxm 893-900, mwcxqDOI:mwcxu10.1086/313804, mwcxyPMIDmwcxc mwcxg10852811.
cite-note-pmid17416264-7272. mwcx8Prentice MB, Rahalison L, mwcyamwcyePlague, in mwcyiLancet, vol.mwcym 369, n.mwcyq 9568, aprile 2007, pp.mwcyu 1196-207, mwcyyDOI:mwcyc10.1016/S0140-6736(07)60566-2, mwcygPMIDmwcyk mwcyo17416264.
cite-note-pmid12951845-7373. mwcy8Rollins SE, Rollins SM, Ryan ET, mwczamwczeYersinia pestis and the plague, in mwcziAm. J. Clin. Pathol., 119 Suppl, giugno 2003, pp.mwczm S78–85, mwczqDOI:mwczu10.1309/DQM9-3R8Q-NQWB-FYU8, mwczyPMIDmwczc mwczg12951845.
cite-note-pmid20231881-7474. mwcz0Qu S, Shi Q, Zhou L, Guo Z, Zhou D, Zhai J, Yang R, mwcz4mwcz8Ambient stable quantitative PCR reagents for the detection of Yersinia pestis, in mwcaaPLoS Negl Trop Dis, vol.mwcae 4, n.mwcai 3, marzo 2010, pp.mwcam e629, mwcaqDOI:mwcau10.1371/journal.pntd.0000629, mwcayPMCmwcac mwcag2834737, mwcakPMIDmwcao mwcas20231881.
cite-note-pmid26043838-7575. mwcbaMölsä M, Hemmilä H, Katz A, Niemimaa J, Forbes KM, Huitu O, Stuart P, Henttonen H, Nikkari S, mwcbemwcbiMonitoring biothreat agents (Francisella tularensis, Bacillus anthracis and Yersinia pestis) with a portable real-time PCR instrument, in mwcbmJ. Microbiol. Methods, vol.mwcbq 115, agosto 2015, pp.mwcbu 89-93, mwcbyDOI:mwcbc10.1016/j.mimet.2015.05.026, mwcbgPMIDmwcbk mwcbo26043838.
cite-note-pmid25955625-7676. mwcb8Earwood JS, Thompson TD, mwccaHemoptysis: evaluation and management, in mwcceAm Fam Physician, vol.mwcci 91, n.mwccm 4, febbraio 2015, pp.mwccq 243-9, mwccuPMIDmwccy mwccc25955625.
cite-note-pmid24171518-7777. mwccwVincent JL, De Backer D, mwcc0mwcc4Circulatory shock, in mwcc8N. Engl. J. Med., vol.mwcda 369, n.mwcde 18, ottobre 2013, pp.mwcdi 1726-34, mwcdmDOI:mwcdq10.1056/NEJMra1208943, mwcduPMIDmwcdy mwcdc24171518.
cite-note-0-7878. citerefharrisonEugene Braunwald e Tinsley Randolph Harrison, mwcd4mwcd8Harrison's principles of internal medicine, 11th ed, McGraw-Hill, 1988, p.mwcea 616, mwceeISBNmwcei 0-07-007261-2, mwceqOCLCmwceu mwcey847293372. mwcecURL consultato il 22 dicembre 2021.
cite-note-pmid28935246-7979. mwcesKugeler KJ, Apangu T, Forrester JD, Griffith KS, Candini G, Abaru J, Okoth JF, Apio H, Ezama G, Okello R, Brett M, Mead P, mwcewmwce0Knowledge and practices related to plague in an endemic area of Uganda, in mwce4Int. J. Infect. Dis., vol.mwce8 64, novembre 2017, pp.mwcfa 80-84, mwcfeDOI:mwcfi10.1016/j.ijid.2017.09.007, mwcfmPMIDmwcfq mwcfu28935246.
cite-note-pmid30666930-8080. mwcfwAndrianaivoarimanana V, Piola P, Wagner DM, Rakotomanana F, Maheriniaina V, Andrianalimanana S, Chanteau S, Rahalison L, Ratsitorahina M, Rajerison M, mwcf0mwcf4Trends of Human Plague, Madagascar, 1998-2016, in mwcf8Emerging Infect. Dis., vol.mwcga 25, n.mwcge 2, febbraio 2019, pp.mwcgi 220-228, mwcgmDOI:mwcgq10.3201/eid2502.171974, mwcguPMCmwcgy mwcgc6346457, mwcggPMIDmwcgk mwcgo30666930.
cite-note-pmid28796757-8181. mwcg8Adams DA, Thomas KR, Jajosky RA, Foster L, Baroi G, Sharp P, Onweh DH, Schley AW, Anderson WJ, mwchamwcheSummary of Notifiable Infectious Diseases and Conditions - United States, 2015, in mwchiMMWR Morb. Mortal. Wkly. Rep., vol.mwchm 64, n.mwchq 53, agosto 2017, pp.mwchu 1-143, mwchyDOI:mwchc10.15585/mmwr.mm6453a1, mwchgPMIDmwchk mwcho28796757.
cite-note-mwengee2006-8282. mwch8Mwengee W, Thomas Butler, Samuel Mgema, George Mhina, Yusuf Almasi, Charles Bradley, James B. Formanik e C. George Rochester, mwciamwcieTreatment of Plague with Genamicin or Doxycycline in a Randomized Clinical Trial in Tanzania, in mwciiClin Infect Dis, vol.mwcim 42, n.mwciq 5, 2006, pp.mwciu 614-21, mwciyDOI:mwcic10.1086/500137, mwcigPMIDmwcik mwcio16447105.
cite-note-8383. Marianne Abele-Horn: mwci4Antimikrobielle Therapie. Entscheidungshilfen zur Behandlung und Prophylaxe von Infektionskrankheiten. Unter Mitarbeit von Werner Heinz, Hartwig Klinker, Johann Schurz und August Stich, 2., überarbeitete und erweiterte Auflage. Peter Wiehl, Marburg 2009, ISBN 978-3-927219-14-4, S. 159.
cite-note-8484. mwcjmDrug-resistant plague a 'major threat', say scientists mwcjqArchiviatomwcju il 19 luglio 2012 in mwcjyInternet Archivemwcjc., SciDev.Net.
cite-note-8585. mwcjwmwcj0mwcj4Plague – Madagascar, su mwcj8who.int, World Health Organisation, 21 novembre 2014. mwckaURL consultato il 26 novembre 2014 mwcke(mwckiarchiviato il 3 gennaio 2016).
cite-note-8686. mwckymwckcmwckgWHO scales up response to plague in Madagascar, su mwckkwho.int, World Health Organization (WHO), 1º ottobre 2017. mwckoURL consultato il 5 ottobre 2017 mwcks(mwckwarchiviato il 23 aprile 2018).
cite-note-pmid16616313-8787. mwclaGosche JR, Vick L, mwclemwcliAcute, subacute, and chronic cervical lymphadenitis in children, in mwclmSemin. Pediatr. Surg., vol.mwclq 15, n.mwclu 2, maggio 2006, pp.mwcly 99-106, mwclcDOI:mwclg10.1053/j.sempedsurg.2006.02.007, mwclkPMIDmwclo mwcls16616313.
cite-note-pmid22244758-8888. mwcmaHirschbeck MW, Kuper J, Lu H, Liu N, Neckles C, Shah S, Wagner S, Sotriffer CA, Tonge PJ, Kisker C, mwcmemwcmiStructure of the Yersinia pestis FabV enoyl-ACP reductase and its interaction with two 2-pyridone inhibitors, in mwcmmStructure, vol.mwcmq 20, n.mwcmu 1, gennaio 2012, pp.mwcmy 89-100, mwcmcDOI:mwcmg10.1016/j.str.2011.07.019, mwcmkPMCmwcmo mwcms3361726, mwcmwPMIDmwcm0 mwcm422244758.
cite-note-cdc-8989. mwcnumwcnymwcncPlague Vaccine, su mwcngcdc.gov, CDC, 11 giugno 1982. mwcnkURL consultato il 30 aprile 2015 mwcno(mwcnsarchiviato il 14 luglio 2018).
cite-note-pmid9803196-9090. mwcn8Ferrer R, mwcoaLymphadenopathy: differential diagnosis and evaluation, in mwcoeAm Fam Physician, vol.mwcoi 58, n.mwcom 6, ottobre 1998, pp.mwcoq 1313-20, mwcouPMIDmwcoy mwcoc9803196.
cite-note-9191. mwcowJefferson T, Demicheli V, Pratt M, Demicheli e Pratt, mwco0mwco4Vaccines for preventing plague, in Tom Jefferson (a cura di), mwco8Cochrane Database Syst Rev, n.mwcpa 2, 2000, pp.mwcpe CD000976, mwcpiDOI:mwcpm10.1002/14651858.CD000976, mwcpqPMCmwcpu mwcpy6532692, mwcpcPMIDmwcpg mwcpk10796565.
cite-note-pmid8964057-9292. mwcp0Fritz CL, Dennis DT, Tipple MA, Campbell GL, McCance CR, Gubler DJ, mwcp4mwcp8Surveillance for pneumonic plague in the United States during an international emergency: a model for control of imported emerging diseases, in mwcqaEmerging Infect. Dis., vol.mwcqe 2, n.mwcqi 1, 1996, pp.mwcqm 30-6, mwcqqDOI:mwcqu10.3201/eid0201.960103, mwcqyPMCmwcqc mwcqg2639812, mwcqkPMIDmwcqo mwcqs8964057.
cite-note-pmid7549679-9393. mwcraMudur G, mwcremwcriIndia's pneumonic plague outbreak continues to baffle, in mwcrmBMJ, vol.mwcrq 311, n.mwcru 7007, settembre 1995, p.mwcry 706, mwcrcDOI:mwcrg10.1136/bmj.311.7007.706a, mwcrkPMCmwcro mwcrs2550762, mwcrwPMIDmwcr0 mwcr47549679.
cite-note-9494. Schama, S. (2000). mwcsmA History of Britain: At the Edge of the World? 3000BC–AD1603, First Edition, BBC Worldwide, London, p226.
cite-note-9595. mwcscWheelis M., mwcsgmwcskBiological warfare at the 1346 siege of Caffa, in mwcsoEmerg Infect Dis, vol.mwcss 8, n.mwcsw 9, 2002, pp.mwcs0 971-75, mwcs4DOI:mwcs810.3201/eid0809.010536, mwctaPMCmwcte mwcti2732530, mwctmPMIDmwctq mwctu12194776. mwctyURL consultato il 13 dicembre 2019 mwctc(mwctgarchiviato il 4 settembre 2011).
cite-note-9696. mwctwmwct0Barenblatt, 2004,mwct4 pp. 220-221.
cite-note-pmid10807389-9797. mwcuiInglesby TV, Dennis DT, Henderson DA, Bartlett JG, Ascher MS, Eitzen E, Fine AD, Friedlander AM, Hauer J, Koerner JF, Layton M, McDade J, Osterholm MT, O'Toole T, Parker G, Perl TM, Russell PK, Schoch-Spana M, Tonat K, mwcummwcuqPlague as a biological weapon: medical and public health management. Working Group on Civilian Biodefense, in mwcuuJAMA, vol.mwcuy 283, n.mwcuc 17, maggio 2000, pp.mwcug 2281-90, mwcukDOI:mwcuo10.1001/jama.283.17.2281, mwcusPMIDmwcuw mwcu010807389.
cite-note-pmid16762739-9898. mwcviKoirala J, mwcvmmwcvqPlague: disease, management, and recognition of act of terrorism, in mwcvuInfect. Dis. Clin. North Am., vol.mwcvy 20, n.mwcvc 2, giugno 2006, pp.mwcvg 273–87, viii, mwcvkDOI:mwcvo10.1016/j.idc.2006.02.004, mwcvsPMIDmwcvw mwcv016762739.
cite-note-9999. mwcwimwcwmTamparo e Lewis, 2011,mwcwq p. 70.
cite-note-100100. citereftreccani-danza-macabra-enciclopedia-italianamwcwgmwcwkPeste, in mwcwomwcwsEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-101101. mwcw8(mwcxamwcxeEN) mwcximwcxmLübeck's Dance of Death, su mwcxqdodedans.com. mwcxuURL consultato il 28 settembre 2012 mwcxy(archiviato dall'mwcxcurl originale il 10 luglio 2012).
cite-note-102102. mwcxsmwcxwSeigneuret,mwcx0 p. 326.
cite-note-103103. mwcyemwcyiGaehtgens e Zelljadt,mwcym p. 109.

Bibliografia

• citerefalchon(EN) Suzanne Austin Alchon, A pest in the land: new world epidemics in a global perspective, 1ª ed, University of New Mexico Press, 2003, ISBN 0-8263-2870-9, OCLC 50773314. URL consultato il 27 settembre 2018.
• citerefbarenblatt-2004(EN) Daniel Barenblatt, A Plague upon Humanity: The Secret Genocide of Axis Japan's Germ Warfare Operation, HarperCollins, 2004, ISBN 978-0-06-018625-8.
• citerefcosmaciniGiorgio Cosmacini, Storia della medicina e della sanità in Italia : dalla peste nera ai giorni nostri, 1. ed, Bari, Laterza, 2005, ISBN 88-420-7767-4, OCLC 62362855.
• citereffrariAngelo Antonio Frari, Secolo XIV, in Della peste e della publica administrazione sanitaria, Venezia, Tipografia di Francesco Andreola, 1840, pp. 296 e segg, ISBN non esistente.
• citereffoaAnna Foa, Ebrei in Europa: dalla peste nera all'emancipazione XIV-XVIII secolo, Laterza, 1992, ISBN 88-420-3947-0, OCLC 27071770.
• citerefgaehtgens-e-zelljadt(EN) Thomas Gaehtgens e Katja Zelljadt (a cura di), Getty Research Journal, Volume 3, Getty Publications, 2011, ISBN 978-1-60606-063-6.
• citerefmontanariMassimo Montanari, Storia medievale, 23ª ed., editori Laterza, 2006, ISBN 978-88-420-6540-1.
• citerefnaphy-e-spicerWilliam Naphy e Andrew Spicer, La peste in Europa, Il Mulino, 2006, ISBN 978-88-15-10967-5, OCLC 68598883.
• citerefujvariStefan Cunha Ujvari, Storia delle epidemie, Bologna, Odoya, 2002, ISBN 978-88-6288-127-2, OCLC 775569586.
• citereftamparo-e-lewis-2011(EN) Carol Tamparo e Marcia Lewis, Diseases of the Human Body, Filadelfia, F.A. Davis Company, 2011, ISBN 978-0-8036-2505-1.
• citerefseigneuret(EN) Jean-Charles Seigneuret, Dictionary of Literary Themes and Motifs, a cura di Peter Lee, Volume 1, Greenwood Publishing Group, 1988, ISBN 978-0-313-22943-5.
• citerefzuchora-walske(EN) Christine Zuchora-Walske, Poland. Countries of the World, ABDO, 2013, ISBN 978-1-61783-634-3.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni sulla peste
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «peste»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla peste

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itpeste, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaAldo Castellani, Filippo Rho, Nino Baboni, PESTE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935.
• citerefdizionario-di-storiapeste, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefdss(IT, DE, FR) Peste, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) plague, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Peste, su Open Library, Internet Archive.
• (EN) Peste, su Comic Vine, Fandom.